Il cervo (Cervus elaphus) è il più grande ungulato selvatico presente sulle Alpi italiane. Diffuso in gran parte d'Europa, in Valle d'Aosta è specie reintrodotta a partire dagli anni Ottanta, oggi presente con nuclei stabili nel settore occidentale della regione.
Il cervo è il più grande erbivoro ruminante presente in Italia, con una lunghezza di 180-250cm e un'altezza al garrese di 95-135cm; il peso oscilla mediamente tra 160-210kg nei maschi e 90-130kg nelle femmine, con individui maschi eccezionali che possono superare i 250kg. Il mantello è bruno-rossiccio in estate, grigiastro in inverno, con macchie bianche sul dorso dei cuccioli nel primo anno. Solo i maschi portano il palco, una struttura ossea ramificata che cade ogni primavera e ricresce entro l'estate, sviluppandosi con un numero di punte crescente in relazione all'età dell'animale.
A livello globale la specie è classificata come "a rischio minimo" (Least Concern) dalla IUCN Red List, areale ampio e popolazione numerosa e stabile. In Italia lo status operativo diverge da quello globale: la sottospecie nominale C. e. elaphus, quella presente sull'arco alpino, è gestita come specie cacciabile soggetta a piani di prelievo regionali, mentre la distinta sottospecie sardo-corsa (C. e. corsicanus) è specie particolarmente protetta ai sensi della legge 157/1992, con sanzioni penali per abbattimento, cattura e detenzione. In Valle d'Aosta la gestione della specie, compresi i piani di prelievo, è di competenza della Direzione flora, fauna, caccia e pesca della Regione.
In Italia la sottospecie nominale si era ridotta, per caccia e deforestazione, fino a sopravvivere probabilmente solo nel Parco Nazionale dello Stelvio; da lì la specie si è poi ricolonizzata spontaneamente lungo l'arco alpino centro-orientale. Sull'arco alpino occidentale, Piemonte e Valle d'Aosta comprese, la specie era invece scomparsa da secoli: la presenza attuale deriva da reintroduzioni mirate con esemplari di provenienza francese, condotte a partire dagli anni Ottanta. Studi di cattura e radiocollare condotti dalla Direzione flora, fauna, caccia e pesca della Regione nella valle del Gran San Bernardo e in Valpelline documentano mobilità e home range della popolazione in quell'area, dove la presenza è prevalente; nel resto della regione la presenza è sporadica, con segnalazioni dirette anche nella zona di Saint-Vincent e di Châtillon nei mesi primaverili ed estivi. La specie è inoltre presente nel Parco Nazionale Gran Paradiso, dove è arrivata soprattutto in seguito alle reintroduzioni in bassa Valle d'Aosta.
Il cervo predilige i boschi ad alto fusto o cedui alternati a radure, coltivi e prati, evitando i versanti rocciosi ripidi e l'innevamento persistente. Ha abitudini prevalentemente notturne e crepuscolari, restando nascosto nel folto del bosco durante il giorno. L'organizzazione sociale è di base matriarcale: in inverno gli individui si riuniscono in branchi numerosi misti, mentre in estate le femmine si isolano in piccoli gruppi con i piccoli dell'anno. Tra settembre e novembre, durante il periodo degli amori, i maschi dominanti formano ed difendono un harem di femmine, con vocalizzi (bramiti) usati come segnale territoriale e di richiamo.
Il cervo si distingue dal capriolo (Capreolus capreolus), specie simpatrica sul territorio valdostano, per la stazza nettamente superiore e per il palco, molto più sviluppato e ramificato rispetto alle corna corte del capriolo; si distingue inoltre dal daino (Dama dama, meno diffuso sul territorio alpino occidentale) per l'assenza di palco a struttura palmata e per il mantello privo di maculatura negli adulti.
Scheda informativa
Nome comune: cervo (cervo nobile)
Nome scientifico: Cervus elaphus Linnaeus, 1758
Specie: mammifero artiodattilo (Cetartiodactyla), ruminante
Famiglia: Cervidae
Distribuzione: Europa, Asia centro-occidentale e Nordafrica (areale storico); popolazioni introdotte anche in Nordamerica e in altre aree extraeuropee
Habitat: foreste decidue e miste con radure e zone aperte, ecotoni forestali delle regioni temperate
Alimentazione: erbivoro, pascolatore-brucatore di tipo intermedio; dieta a base di graminacee, integrata da gemme, foglie e cortecce nei mesi invernali