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Gypaetus barbatus

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Data: 08/09/2026

Il gipeto (Gypaetus barbatus) è il più grande rapace delle Alpi, riconoscibile per l'apertura alare che sfiora i tre metri e per l'abitudine, unica tra i vertebrati, di nutrirsi quasi esclusivamente di ossa. Estinto sull'arco alpino nei primi decenni del Novecento, è tornato a nidificare in Valle d'Aosta grazie a un progetto internazionale di reintroduzione avviato nel 1978.

Il gipeto è il più grande uccello dell'arco alpino: l'apertura alare raggiunge i 270-285cm, la lunghezza totale i 110-115cm, il peso i 5-7kg. Gli adulti si riconoscono per il piumaggio del petto e del ventre di colore ruggine-arancio — tinta che non è naturale ma deriva dal bagno abituale in fanghi ricchi di ossidi di ferro — per la maschera scura attorno all'occhio e per il caratteristico ciuffo di piume rigide sotto il becco che dà il nome alla specie. In volo si distingue dal grifone (Gyps fulvus), con cui condivide parte dell'areale alpino, per la coda a losanga e per la testa interamente piumata, contro il collo nudo del grifone.

L'alimentazione è l'aspetto più distintivo della specie: il gipeto è l'unico vertebrato la cui dieta è costituita per il 70-90% da ossa. Le ossa di dimensioni maggiori vengono trasportate in volo e lasciate cadere su lastroni rocciosi scelti come "rompitoi" (ossari), per poi essere frantumate e ingerite; l'apparato digerente, fortemente acido, è in grado di dissolvere anche frammenti ossei di grandi dimensioni.

La specie si era estinta sull'intero arco alpino agli inizi del XX secolo, a causa della persecuzione diretta legata a leggende infondate (la fama di predatore di agnelli, all'origine del nome popolare "avvoltoio degli agnelli", non ha riscontro nei suoi comportamenti alimentari). L'ultimo abbattimento documentato sulle Alpi risale al 1913, in Val di Rhêmes, in Valle d'Aosta. In Italia la specie si è estinta come nidificante nel 1969.

Il ritorno è il risultato di un progetto internazionale di reintroduzione avviato nel 1978 a Morges (Svizzera), con la partecipazione di Francia, Italia, Svizzera e Austria: a partire dal 1986 sono stati rilasciati sulle Alpi esemplari nati in cattività da un programma di riproduzione coordinato tra zoo europei. La prima riproduzione in natura post-reintroduzione è stata documentata nel 1997 in Alta Savoia. Nel 2017 la popolazione alpina è stata stimata in 46 coppie nidificanti, per un totale di 208-251 individui.

In Valle d'Aosta la specie nidifica nel versante valdostano del Parco Nazionale Gran Paradiso. I primi involi di giovani gipeti nati da coppie stabilitesi autonomamente (non da rilascio diretto) risalgono al 2012, nei siti di Valsavarenche e Val di Rhêmes; il nido di Cogne ha registrato il primo involo nel 2015. Nel 2026 i nidi attivi nel territorio del Parco erano cinque, distribuiti tra Valsavarenche, Val di Cogne, Val di Rhêmes e, sul versante piemontese, la Valle Orco — quest'ultima raggiunta dalla specie senza intervento diretto di reintroduzione. Dal 2012 sono oltre 30 i giovani involati complessivamente nelle valli del Parco.

Lo stato di conservazione della specie richiede una lettura su due livelli, che non coincidono. A livello globale la IUCN Red List classifica Gypaetus barbatus come "Near Threatened" (quasi minacciata). A livello di popolazione italiana, la Lista Rossa dei Vertebrati Italiani la classifica invece come "In Pericolo Critico" (CR): una divergenza dovuta al fatto che la popolazione italiana, per quanto in crescita, resta numericamente esigua e interamente dipendente dall'esito del progetto di reintroduzione, mentre la valutazione globale considera popolazioni più consistenti in altre aree dell'areale (Pirenei, Africa, Asia). Le minacce residue documentate per la popolazione italiana includono il saturnismo (avvelenamento da piombo, ingerito insieme a resti di animali abbattuti con munizioni al piombo), la persecuzione diretta e la contrazione del pascolo brado, che riduce la disponibilità di carcasse.

Il gipeto è specie sedentaria, territoriale e monogama; le coppie occupano stabilmente lo stesso territorio per l'intero ciclo vitale. È longevo: 20-25 anni in natura, fino a 40-45 in cattività. Dal 2006 l'arco alpino partecipa allo IOD (International Observation Day), giornata europea di censimento sincronizzato dei gipeti che coinvolge oggi anche Massiccio Centrale, Pirenei e alcuni siti in Spagna e Bulgaria, coordinata dalla Vulture Conservation Foundation.

Nel territorio del Parco Nazionale Gran Paradiso l'osservazione di individui in volo, soprattutto nelle valli di Cogne, Valsavarenche e Rhêmes, non è rara nella stagione favorevole; l'accesso ai siti di nidificazione è regolamentato dall'Ente Parco per limitare il disturbo, con zone di divieto istituite attorno ai nidi attivi.

Scheda informativa

Nome comune: Gipeto
Nome scientifico: Gypaetus barbatus (Linnaeus, 1758)
Specie: uccello rapace diurno, ordine Accipitriformes
Famiglia: Accipitridae (sottofamiglia Gypaetinae)
Distribuzione: Eurasia montuosa meridionale e Africa orientale/meridionale; in Europa presente sui Pirenei, in Corsica, a Creta, nei Balcani e, a seguito di reintroduzione, sull'arco alpino Habitat: pareti rocciose e dirupi d'alta montagna, in ambienti aperti al di sopra del limite del bosco
Alimentazione: necrofaga, specializzata su ossa e resti scheletrici di ungulati selvatici e domestici morti