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Lepus timidus

Lepus timidus
Lepus timidus — H. Zell CC BY-SA 3.0 2009
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A cura di:

Data: 14/09/2026

La lepre variabile (Lepus timidus) è un lagomorfo di alta quota, diffuso sull'arco alpino tra i 1.000m e i 3.500m. Deve il nome comune al mantello, che passa dal bruno-grigio estivo al bianco invernale. In Italia è presente esclusivamente sulle Alpi.

La lepre variabile (Lepus timidus) è nota anche come lepre alpina o lepre bianca, nome legato al cambio stagionale del mantello: bruno-grigio nei mesi estivi, con coda interamente bianca tutto l'anno, candido in inverno. È una specie politipica, con una sedicina di sottospecie descritte sull'intero areale; sulle Alpi è presente la sottospecie Lepus timidus varronis. Misura 43-64cm di lunghezza testa-corpo, con orecchie di 6,3-10,6cm e un peso compreso tra 1,4kg e 4,7kg; le femmine pesano in media 300-400g più dei maschi.

In Valle d'Aosta occupa l'intera fascia altitudinale compresa tra 1.000m e 3.500m, spostandosi stagionalmente: scende alle quote inferiori in inverno, dove la disponibilità trofica è maggiore, e risale in estate. È attiva soprattutto al crepuscolo e di notte, non va in letargo, e conduce vita prevalentemente solitaria; nella stagione riproduttiva, tra aprile e agosto, i maschi diventano territoriali.

La specie è imparentata strettamente con la lepre comune (Lepus europaeus), con cui condivide parte dell'areale e può dare origine a ibridi fertili. Uno studio condotto tra il 2009 e il 2021 da ISPRA e Università di Torino in una valle del Parco Nazionale del Gran Paradiso, in Valle d'Aosta, ha documentato uno spostamento verso quote più elevate della lepre variabile, riconducibile all'aumento delle temperature medie e alla concorrente risalita in quota della lepre comune, favorita dallo stesso riscaldamento. Per questa sensibilità la lepre variabile è considerata una specie "sentinella" dei cambiamenti climatici alpini.

Sul piano della tutela, lo stato di conservazione IUCN globale è "a rischio minimo" (Least Concern), pur con un trend di declino riconosciuto dalla revisione IUCN delle specie di lepre europee. Il quadro normativo italiano è invece articolato su due livelli non coincidenti: a livello nazionale la specie rientra tra quelle cacciabili ai sensi dell'art. 18 della legge 157/1992, con stagione venatoria dal 1° ottobre al 30 novembre, ed è inclusa come tale anche nella legge regionale valdostana 64/1994. Dal 2019, tuttavia, la Giunta regionale della Valle d'Aosta ha sospeso la caccia alla specie tramite il calendario venatorio, richiamando il principio di precauzione per l'incertezza sui dati disponibili e la pressione del cambiamento climatico; il TAR Valle d'Aosta ha respinto nel 2021 il ricorso presentato contro la sospensione, confermandone la legittimità come atto amministrativo.

Il riconoscimento sul campo si basa soprattutto sulla colorazione: a differenza della lepre comune, che resta bruna tutto l'anno, la lepre variabile assume in inverno un mantello completamente bianco, mantenendo però in ogni stagione la coda bianca (nella lepre comune la coda ha la parte superiore nera). Le orecchie sono relativamente più corte rispetto a quelle della lepre comune. È specie elusiva e poco osservabile direttamente: un monitoraggio con fototrappole condotto nelle Alpi Veglia e Devero (Piemonte) ha registrato un tasso di occupazione ridotto rispetto ad altri mammiferi presenti nella stessa area; l'osservazione indiretta tramite tracce su neve è più frequente dell'avvistamento diretto.

Scheda informativa

Nome comune: Lepre variabile (lepre alpina, lepre bianca)
Nome scientifico:
Lepus timidus Linnaeus, 1758
Specie: mammifero placentato Famiglia: Leporidi (Leporidae), ordine Lagomorfi (Lagomorpha)
Distribuzione: Europa settentrionale, Scozia, Irlanda, Asia settentrionale fino alla Siberia e al Giappone settentrionale; in Italia limitata all'arco alpino
Habitat: ambienti d'alta quota, tra 1.000m e 3.500m, dai boschi radi alle praterie alpine e alle zone rocciose
Alimentazione: erbivora — erbe, gemme, cortecce, germogli