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Grivola

Grivola
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Ultima visita: 20/08/2026

Accesso

La Grivola si affronta da due versanti principali, entrambi in Valle d'Aosta: quello di Cogne, a est, e quello della Valsavarenche, a ovest. Il versante di Cogne è il più frequentato per la via normale e prevede l'accesso dalla frazione di Valnontey o da Épinel, con pernottamento in bivacco prima dell'attacco alla cresta sommitale. Il versante della Valsavarenche offre un accesso alternativo di analoga difficoltà complessiva. Entrambi i percorsi si sviluppano su terreno misto — sentiero, morena, ghiacciaio e roccia — e richiedono esperienza alpinistica, essendo la montagna priva di vie propriamente facili nonostante l'altitudine non estrema per il massiccio del Gran Paradiso.

Introduzione

La Grivola, con i suoi 3.969 metri, è la terza vetta per altezza del massiccio del Gran Paradiso e una delle cime più riconoscibili delle Alpi Graie. Si eleva lungo lo spartiacque tra la Valsavarenche e la Valle di Cogne, in Valle d'Aosta, nel territorio dei comuni di Cogne, Valsavarenche e Aymavilles. La sua forma slanciata, a piramide quasi perfetta, la rende visibile da molte angolazioni della Valle d'Aosta a differenza del più alto ma più defilato Gran Paradiso — caratteristica che le è valsa paragoni con altre celebri cime alpine dal profilo altrettanto individuabile. Fu cantata da Giosuè Carducci nelle Odi barbare come "l'ardua Grivola bella", ed è meta alpinistica di riferimento sin dalla sua prima ascensione ottocentesca.

Descrizione

La montagna costituisce il termine settentrionale della lunga dorsale che si stacca dal Gran Paradiso (4.061m) separando la Valle di Cogne, a est, dalla Valsavarenche, a ovest; il contrafforte si esaurisce al Colle Lauzon (3.296m), da cui inizia il sottogruppo della Grivola vera e propria. Da questo sottogruppo si staccano alcune elevazioni secondarie — Becca de Vermiana, Punta Bianca, Pointe Tuckett tra le altre — che raggiungono la vetta principale attraverso la ripida cresta sud-sud-ovest, caratterizzata da un salto roccioso giallastro ben visibile. Due creste parallele scendono dalla sommità: quella verso nord-ovest racchiude il Ghiacciaio di Belleface, quella verso nord-nordest il Ghiacciaio del Nomenon. Sul versante sud-est della montagna, separato dalla cima principale, si trova il trittico di anticime formato da Punta Rossa (3.630m), Punta Nera (3.683m) e Punta Bianca — con versanti glaciali rivolti a nord, sotto il Ghiacciaio del Trajo, e pareti di roccia degradata rivolte a sud, alla testata dei valloni del Trajo e del Lauson in Val di Cogne e della Leviona in Valsavarenche.

Il toponimo attuale compare per la prima volta nel 1845, dopo una serie di denominazioni storiche precedenti — Pic de Cogne, Grivolet, Bec de Grivola, Aiguille de Grivola. L'origine etimologica resta dibattuta: Giuseppe Giacosa la fa risalire al patois valdostano griva (il tordo, in francese grive); l'abbé Henry propone invece grivoline ("grivoise", una bella ragazza, con un parallelo esplicito alla Jungfrau bernese); Paul-Louis Rousset indica infine la voce gti del patois di Valgrisenche, con il significato di "pietraia". La prima ascensione avvenne il 23 agosto 1859 a opera di John Ormsby, R. Bruce, Fedele Ambrogio Dayné, Zacharie Cachat e Jean Tarriaz. Storicamente il merito fu a lungo attribuito all'alpinista britannico F. T. Wethered, che salì la vetta solo nel 1876: la guida locale Dayné, membro della cordata originale del 1859, dovette attendere il revisionismo storiografico del Novecento per veder riconosciuto il proprio ruolo nella prima salita. La prima ascensione invernale fu compiuta il 15 gennaio 1902 da Ettore Allegra e Pierre Dayné. La montagna resta, a oltre un secolo e mezzo dalla sua conquista, priva di vie propriamente facili: le due vie normali, da Cogne e dalla Valsavarenche, restano entrambe impegnative su terreno mai banale.

Il poeta Giosuè Carducci la immortalò nelle Odi barbare con il verso "l'ardua Grivola bella", un tributo letterario raro tra le vette del massiccio del Gran Paradiso e segno di una notorietà che ha superato l'ambito strettamente alpinistico. La sua forma, spesso paragonata a quella della Jungfrau bernese per l'eleganza del profilo, ha alimentato nel tempo un doppio filone di interpretazione del nome — la fanciulla (grivoline) e il tordo (griva) — che riflette bene il carattere quasi mitologico assunto dalla montagna nell'immaginario alpinistico valdostano, a dispetto di un'altitudine inferiore di un intero centinaio di metri rispetto al vicino Gran Paradiso. La stessa fama si riflette nella pratica dello sci ripido estremo, disciplina per cui la montagna è meta ricercata sul versante meridionale, verso la Valsavarenche, mentre il versante nord, ripido e repulsivo, resta appannaggio di pochi specialisti. Le anticime del trittico sud-orientale — Punta Rossa, Punta Nera e Punta Bianca — offrono a loro volta itinerari sci-alpinistici e panoramici di rilievo, meno impegnativi della cima principale ma frequentati proprio per la vicinanza a una montagna considerata, nel complesso, uno dei profili più fotografati e riconoscibili dell'intera Valle d'Aosta centrale.

Informazioni

Quota: 3969m
Nome alternativo: Grivolet, Aiguille de Grivola, Grivoé, Grivoésa
Gruppo montuoso: Sottogruppo della Grivola
Prima ascensione: 23/08/1859
Primi salitori: John Ormsby, R.Bruce, Fedele Ambrogio Dayné, Zacharie Cachat e Jean Tarriaz
Prima ascensione invernale: 15/01/1902
Primi salitori invernali: Ettore Allegra e Pierre Dayné