Parco naturale del Sasso Simone e Simoncello
Introduzione
Il Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello eĢ stato istituito nel 1994 e interessa una superficie complessiva di 4.991 ettari nel cuore dellāantico Montefeltro, a cavallo fra le regioni Marche ed Emilia Romagna.
Descrizione
IL TERRITORIO - STORIA E CULTURA
Il paesaggio, collinare-montuoso, eĢ interessato dai rilievi dei Sassi Simone (1204m) e Simoncello (1221m), con quote comprese tra i 670m e i 1415 m del Monte Carpegna, cima piuĢ elevata del parco e spartiacque tra la Valle del Foglia e quella del Marecchia. Il Parco del Sasso Simone e Simoncello eĢ il frutto di una storia umana delicata e discreta, la quale ha lasciato che la natura, da millenni, proseguisse indisturbata il suo lavoro silenzioso. Il paesaggio collinare eĢ coperto da una folta vegetazione, interrotto da irte rupi e da speroni di roccia sui quali vennero costruite āinespugnabiliā fortezze per difendersi dal nemico. EĢ una zona, quindi, ricca di castelli, rocche, ma anche di chiese, conventi e pievi. Il Parco prende il nome da due enormi massi, Simone e Simoncello, che furono abitati dallāuomo fin dallāetaĢ del Bronzo. Alcune leggende narrano di sacerdoti romani, i āsemoniā, che vi adoravano i loro Dei o di un eremita, Simone, che vi stabiliĢ la propria dimora. Probabilmente fu rifugio per le popolazioni durante le incursioni longobarde e bizantine, ma lāasprezza del clima non rese facile uno stabile insediamento dellāuomo sul masso. Fu essenzialmente la vocazione strategica del sito, a motivare, infatti, i principali āurbanizzatoriā del Sasso Simone; i Benedettini nel XII secolo, i Malatesta nel XV, ed i Medici alla fine del XVI. Ai primi si deve la costruzione di unāabbazia dedicata a SantāAngelo, probabilmente sul luogo di una cappella di epoca longobarda. Lāarrivo di inverni particolarmente rigidi e lāapertura di nuove e piuĢ comode vie di pellegrinaggio contribuirono al decadimento di questo sito, che vide un maggiore e quasi definitivo tracollo con la peste del 1348. Quando i signori di queste terre capirono lāimportanza strategico-militare, il Sasso fu forti cato con torri e mura noncheĢ, nella seconda metaĢ del XVI secolo, i Medici vi costruirono una cittaĢ-fortezza per affermare il loro potere in una zona difficilmente governabile. Ancora oggi sono visibili le macerie di quella ācittaĢ idealeā, abbandonata nel 1673, della quale il sole - come oggi per il parco- ne era il simbolo.
Dal punto di vista geologico tutta lāarea del Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello eĢ costituita da una vasta coltre di terreni caotici eterogenei denominati āColata della Val Marecchiaā.
Il territorio considerato la ācolataā eĢ formato prevalentemente da terreni argillosi ed argilllo-marnosi plastici altamente deformabili ed ingloba blocchi per lo piuĢ calcarei piuĢ rigidi e compatti delle piuĢ svariate dimensioni. I processi erosivi ad opera di acqua, vento e neve agendo sulla coltre in modo selettivo, intaccano ed asportano molto piuĢ velocemente i materiali argillo-marnosi piuĢ teneri facendo emergere, in rilievo, i blocchi costituiti dalle rocce piuĢ dure: hanno cosiĢ avuto origine āI Sassiā, morfologie tipiche e caratteristiche del Montefeltro.
LA FLORA
La flora del parco eĢ molto varia, e diversificata a secondo dellāaltitudine. La vegetazione a quote inferiori agli 800m eĢ caratterizzata da boschi ad elevata mescolanza di specie arboree. La roverella, il cerro, il carpino nero, lāorniello, lāacero campestre e lāacero napoletano sono gli alberi piuĢ comuni e tra gli arbusti, la sanguinella, il corniolo e il nocciolo. Il cerro domina insieme al carpino bianco la vasta foresta mediterraneo-montana che dal Passo della Cantoniera si estende, per oltre 800 ettari, no ai Sassi Simone e Simoncello ed a Valpiano; insieme ad essi sono presenti agrifoglio, vari tipi di aceri, il frassino maggiore e il faggio; nel sottobosco crescono numerose specie erbacee tipicamente forestali come il baccaro comune e il giglio martagone, mentre sui margini della foresta prospera il fiordaliso montano. Sui versanti assolati, utilizzati soprattutto per il pascolo, il paesaggio vegetale eĢ disseminato di arbusti come il ginepro comune, la rosa canina, il biancospino, il prugnolo e il rovo. Nei boschi posti alle quote superiori ai 1000m, dove il clima eĢ piuĢ fresco, compare predominante il faggio, accompagnato dallāacero di monte e talora dal tasso, dallāacero riccio, dal maggiociondolo alpino e dallāagrifoglio, mentre dal denso tappeto di foglie spuntano le felci.
Sul versante orientale del Monte Carpegna eĢ stato realizzato, nella prima metaĢ del XX secolo, anche un rimboschimento, prevalentemente utilizzando il pino nero. I pascoli del Monte Carpegna, posti a quote intorno ai 1200 - 1400m, derivano da antichi tagli di boschi di faggio e, probabilmente anche di abete; allāinizio della primavera, il verde di questi prati si tinge del colore del croco, a cui seguono variopinte orchidee e, da ultimo, il colchico, alla fine dellāestate.
Nei boschi e nei prati, durante la stagione primaverile ed autunnale, spuntano funghi di varie specie, vere prelibatezze che fanno di questi luoghi la meta di appassionati ricercatori ed amanti dei sapori del sottobosco.
Il Simoncello, i boschi della Cantoniera e la Costa dei Salti sono Aree Floristiche Protette, mentre il Monte Carpegna eĢ anche incluso nellāomonima foresta demaniale di proprietaĢ regionale.
LA FAUNA
Il Parco eĢ dimora di numerose specie di animali selvatici: fra cui il lupo, il tasso, la donnola, la faina e la puzzola. Il piuĢ piccolo e il piuĢ diffuso tra gli ungulati eĢ il capriolo; la sera allāimbrunire o nel primo mattino eĢ facile vederlo uscire dal folto della boscaglia per nutrirsi nelle radure e negli incolti.
Il cinghiale, come in quasi tutto lāAppennino, eĢ oggi presente a seguito di alcune immissioni di esemplari provenienti dal centro Europa, effettuate decenni fa, a scopo venatorio. Tra gli anfibi, si ricordano il tritone crestato e quello punteggiato, la raganella, il rospo comune e il geotritone. Fra i rettili, oltre alla vipera comune sono presenti il biacco, il saettone, la biscia dal collare, la lucertola muraiola e campestre, la luscengola e lāorbettino.
Varie sono le specie di rapaci che si possono osservare, in periodi e ambienti differenti: fra questi lo sparviere e lāastore caratterizzati da una coda relativamente lunga che conferisce loro una piuĢ sicura capacitaĢ di volo nei boschi della zona. PiuĢ facili da avvistare percheĢ piuĢ con denti e comuni, sono il gheppio e la poiana; il primo lo si puoĢ osservare mentre si libra nellāaria nellāattitudine dello āspirito santoā in attivitaĢ di caccia, su prati e pascoli; la seconda mentre disegna ampi cerchi nel cielo emettendo il suo verso caratteristico. Se si eĢ fortunati e attenti, eĢ possibile avvistare anche lāaquila reale, il falco pellegrino e il lanario che, pur non nidi cando nella zona, ne frequentano le aree aperte in attivitaĢ di caccia. Con lāarrivo della bella stagione si possono osservare numerosi uccelli migratori, che, dopo aver passato lāinverno in Africa, tornano ad occupare i territori del Parco e delle aree limitrofe. EĢ possibile allora incontrare il biancone, il lodolaio, il falco pecchiaiolo e lāalbanella minore. Altri rapaci sono solo di passaggio durante la migrazione, come il falco di palude; altri invece, come lāalbanella reale, si osservano in inverno su prati e pascoli. Tra i rapaci notturni sono presenti il barbagianni, la civetta, il gufo comune e lāallocco.
LāOFFERTA TURISTICA
Il Parco, fra le sue numerose attivitaĢ, ha intrapreso strategie operative volte non solo alla protezione e alla valorizzazione dellāarea nel suo complesso, ma anche al potenziamento delle strutture di fruizione territoriale. Sono state cosiĢ attrezzate delle aree di sosta dalle quali partire per piacevoli passeggiate o per effettuare escursioni piuĢ impegnative. EĢ inoltre possibile effettuare visite guidate, attivitaĢ di orienteering e nordic walking. Sono stati inoltre segnalati itinerari percorribili con mountain bike o a cavallo. Le visite accompagnate da Guide del Parco si svolgono durante tutto lāanno; per le scuole sono inoltre numerose le proposte di educazione ambientale promosse sempre dal Parco, attraverso il proprio CEA.
Il Parco Faunistico di Pian dei Prati, eĢ ideale per la visita di scolaresche e per le famiglie: in unāarea di 5,5 ettari eĢ possibile svolgere un percorso volto alla conoscenza degli animali domestici da bassa corte come capre, pecore, muli, noncheĢ lāosservazione ravvicinata di alcuni particolari animali selvatici quali rapaci, caprioli, cinghiali, rane, rospi e tritoni. Il Parco Faunistico eĢ fruibile per lezioni, visite guidate, campi, ecc., anche a persone diversamente abili, grazie ad uno speci co percorso appositamente strutturato.
Alla sede del parco, sita a Carpegna, eĢ annesso, cosiĢ come a Ponte Cappuccini nel comune di Pietrarubbia, un Centro Visite, mentre nellāantica CittaĢ di Pennabilli, sede della Diocesi vescovile, il Parco ha allestito, in un vecchio edi cio ristrutturato, un interessante museo naturalistico. A Frontino, presso il Centro Polivalente del Montefeltro, cosiĢ come a Calvillano di Pietrarubbia, eĢ presente una foresteria. In questāultima localitaĢ opera inoltre un CEA, mentre a San Sisto di Piandimeleto si trova il Centro Informatico Servizi Ambientali del Montefeltro e il Museo del Fungo.
La visita al Parco viene inoltre ad essere piacevolmente allietata dagli eccezionali prodotti tipici e dalla gastronomia locale: qui eĢ infatti possibile assaporare numerose prelibatezze a base di funghi e tartu (sia nero che bianco), il prosciutto di Carpegna, che vanta il riconoscimento DOP, vari tipi di pecorino, sia fresco che stagionato e numerose specialitaĢ culinarie che uniscono in seĢ le tradizioni marchigiane, romagnole e toscane.
Informazioni
Anno di fondazione: Istituito con L. Reg. n.15 del 28/04/1994
Superficie: 47.9104 kmq
Maggior elevazione: Monte Carpegna (1415m)
Comuni interessati: Carpegna, Frontino, Montecopiolo, Pennabili, Piandimeleto, Pietrarubbia
Sito istituzionale: www.parcosimone.it
Contatti: info@parcosimone.it centrovisite@libero.it cv.museonat@libero.it