Gino Lace
Accès
In auto da Menaggio (sponda occidentale del Lago di Como) si prosegue verso Porlezza (Lago di Lugano), seguendo le indicazioni per Carlazzo e la Val Carvagna fino a raggiungere S.Nazzaro. Al termine del paese, in corrispondenza del civico 691, si prende a destra una stradina che sale a stretti tornati, supera una chiesetta e prosegue sul versante a monte del paese, per terminare, con fondo asfaltato, in località Tecchio (camping e centro estivo in corso di realizzazione - anno 2005).
Introduction
Le Pizzo di Gino est l'une des excursions les plus populaires autour du lac de Côme, pour l'élégance de sa forme et surtout pour la merveilleuse vue circulaire que l'on a du sommet. C'est pourquoi il est impératif de s'y rendre par une journée claire d'automne. La montée au Pizzo di Gino est élémentaire (difficulté E), bien que sur un itinéraire non balisé, et uniquement sur des pentes herbeuses. La descente sur l'arête ESE, en revanche, n'est pas élémentaire (difficulté EE), et un certain degré d'attention et d'absence de vertige est requis, jusqu'à ce que le sentier rejoigne l'Alta Via dei Monti Lariani, qui est en revanche toujours facile à suivre, bien que le sentier ait souvent tendance à se perdre ou à s'embrouiller parmi les nombreuses traces des troupeaux de chèvres et de moutons. En arrivant au MonteTabor, on revient par le sentier bas à flanc de colline, ce qui constitue une belle boucle.
.Description
Posteggiata l'auto nel piazzaletto sterrato di fronte alla case, si prosegue a piedi lungo la strada sterrata pastorale (percorribile con fuoristrada) che sale sull'aperto versante fino ad un bivio con spiazzo: a destra si va al Rifugio Croce di Campo ben visibile dal basso, a sinistra in piano si raggiunge la malga di Piazza Vacchera. Dietro i fabbricati per prati si punta al Pizzo di Gino raggiungendo una vecchia mulattiera militare che si segue sulla sinistra; quando questa raggiunge, dopo alcuni tornanti, il costone SSW del Pizzo di Gino e tende a perdersi, la si abbandona salendo in diagonale la china erbosa e puntando alla cresta SW della montagna, meno ripida, che porta direttamente in cima, nella parte finale con alcune elementari roccette. Panorama meraviglioso dal Monviso fino oltre lo Stelvio. Si scende ora sul fianco N della montagna, subito a lato della cresta ESE, un primo salto fino ad un forcellino; da qui si prosegue sul filo di cresta con alcuni passi di facile arrampicata raggiungendo un secondo forcellino. Qui occorre particolare attenzione: si può tornare sul fianco N in assenza di neve per raggiungere l'Alta Via dei Monti Lariani, o scendere verso S con attenzione su zolle erbose per raggiungere un evidente sentierino che taglia il versante in orizzontale. Lo si segue quindi in piano fino al una insellatura dove giunge da Nord l'Alta Via (cartelli indicatori e corda fissa). Ora il percorso è decisamente agevole e sempre segnalato. Con percorso in leggera salita si prosegue sempre poco discosti dal crinale sul fianco S, con percorso panoramico e badando a scegliere la traccia migliore fra quelle presenti, molte dovute al passaggio di pecore e capre. Passati appena sotto la cima Pianchette (la si può raggiungere con poca fatica) si prosegue in leggera salita per poi scendere al colle sotto il Monte Tabor e per sentiero in cresta si sale a quest'ultimo monte. Tornati al colle, si prende la vecchia mulattiera ormai quasi scomparsa (attenzione a non prendere il sentiero più basso in assoluto) che sempre in quota riporta sul crinale che scende dalla Cima Pianchette poco sopra il casolare della Croce di Campo. Per il crestone si scende a questa e alla strada sterrata pastorale della mattina all'altezza del bivio. Seguendola a ritroso rispetto alla mattina si torna all'auto.
Bibliographie
- I. Mozzanica, Itinerari sulle Prealpi Lepontine, Electa edizioni, 2001
Cartographie
- Kompass map no. 91 scale 1:50,000
Riferimenti Bibliografici
- Itinerari sulle Prealpi Lepontine - I. Mozzanica - Electa edizioni, 2001
- carta Kompass n.91 scala 1:50.000 - Kompass - Kompass
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