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Parco dell'Appennino Tosco-Emiliano

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Ultima visita: 15/11/2010

Accesso

Il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano è raggiungibile da nord attraverso l'autostrada A1 Milano–Napoli, con i caselli di Parma Sud e Reggio Emilia, da cui si risale verso il crinale appenninico percorrendo la strada statale SS62 della Cisa in direzione Sarzana — asse portante del versante emiliano del parco — oppure utilizzando l'autostrada A15 Parma–La Spezia con uscita a Pontremoli, utile per raggiungere il versante toscano attraverso la Lunigiana. Dal lato toscano, l'accesso dalla Garfagnana avviene tramite la strada statale SS445 della Garfagnana risalendo la valle del Serchio da Lucca; dalla Lunigiana attraverso la strada statale SS62 della Cisa da Sarzana in direzione Parma. La sede principale dell'Ente Parco si trova a Sassalbo di Fivizzano (MS), in via Comunale 23; una sede operativa è collocata a Cervarezza Terme di Busana (RE), in piazza I° Maggio 3. I centri visita — dieci complessivamente — sono distribuiti tra entrambi i versanti: quelli più accessibili si trovano presso la Riserva Statale Orecchiella (San Romano in Garfagnana), Castelnovo ne' Monti e Fivizzano. La stazione ferroviaria di Reggio Emilia è il nodo ferroviario principale per il versante emiliano; la stazione di Aulla Lunigiana, sulla linea La Spezia–Parma, serve il versante toscano-ligure con Trenitalia (TI). In inverno alcune strade secondarie di crinale possono risultare impraticabili per neve.

Introduzione

Il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano si estende lungo la dorsale appenninica al confine tra Emilia-Romagna e Toscana, nelle province di Parma, Reggio Emilia, Lucca e Massa-Carrara, tra i passi della Cisa e delle Forbici. Istituito con Decreto del Presidente della Repubblica del 21 maggio 2001 — pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2001 — copre una superficie di circa 261,49 km² distribuita su tredici comuni. Dal giugno 2015 il territorio del parco è incluso nella Riserva della Biosfera MAB UNESCO dell'Appennino Tosco-Emiliano, un'area di oltre 2.300 km² che si estende dal Passo della Cisa al Passo delle Radici. Il parco è nato dall'unificazione di aree protette preesistenti — i Parchi Regionali del Gigante e dei Cento Laghi e quattro riserve naturali statali — con porzioni di territorio non ancora protette. Il crinale che lo percorre costituisce il confine climatico tra il dominio continentale padano-emiliano e quello mediterraneo tirrenico, condizione che determina un'eccezionale diversità di specie: nel perimetro della Riserva della Biosfera è censito oltre il 70% della biodiversità italiana.

Descrizione

Il parco occupa un tratto di crinale appenninico di circa 60km che separa le pianure padane dalle valli toscane, con altitudini che salgono progressivamente dai fondovalle collinari fino alle quote superiori ai 2.000m delle tre cime più elevate: il Monte Cusna (2.121m), maggiore cima dell'Appennino reggiano e seconda dell'intero Appennino settentrionale; il Monte Prado (2.053m), prima cima della Toscana; l'Alpe di Succiso (2.017m). Il sistema orografico include anche il Monte la Nuda (1.832m), il Monte Marmagna (1.851m), il Monte Orsaro (1.830m), il Monte Ventasso (1.727m) e la Pania di Corfino (1.603m). Al di fuori del crinale principale, la Pietra di Bismantova (1.041m) — una mesa calcarea con pareti verticali che si erge isolata sopra il fiume Secchia nel Comune di Castelnovo ne' Monti — è la formazione geologica più caratteristica dell'area emiliana del parco. La geologia del territorio è particolarmente varia: alle formazioni calcareo-arenacee prevalenti si affiancano i gessi triassici della Valle del Secchia, i flysch e le argille del versante ligure-tosco-emiliano, con morfologie glaciali ancora riconoscibili nelle forme dei circhi, delle morene e dei laghi d'alta quota del settore reggiano e parmense. I principali corsi d'acqua del versante emiliano sono il Secchia, l'Enza, il Parma e il Cedra; sul versante toscano scorrono il Taverone e il Rosaro, affluenti del Magra.

La vegetazione presenta una zonazione altitudinale completa. Nelle fasce collinari inferiori si trovano castagneti, querceti misti e roverelle (Quercus pubescens); tra gli 800m e i 1.700m le faggete (Fagus sylvatica) costituiscono la copertura dominante, con nuclei di abete bianco (Abies alba) — raro sull'Appennino — presenti nell'abetina della Valle di Dolo (Alta Val Cedra, Monchio delle Corti), nell'Abetina Reale dell'Alto Appennino Reggiano, sul Monte La Nuda e sul Monte Ventasso. Le brughiere a mirtillo (Vaccinium myrtillus) caratterizzano la fascia sopraforestale dell'Appennino settentrionale, al di sopra del limite superiore della faggeta. Sulle praterie di vetta si trovano relitti glaciali come la primula appenninica (Primula apennina Ten.), endemica di questo tratto di Appennino, la crotonella alpina, il salice erbaceo e l'erica baccinifera. La flora del parco conta complessivamente oltre 2.000 specie, con diversi endemismi tra cui Vicia cusnae, Festuca riccerii e Brachypodium genuense. La marmotta (Marmota marmota), introdotta negli ultimi decenni su alcune praterie d'alta quota, si è stabilmente ambientata e ha favorito l'incremento delle coppie di aquila reale (Aquila chrysaetos), che trovano in essa una preda principale.

La fauna comprende il lupo appenninico (Canis lupus italicus), presente in più branchi su entrambi i versanti del crinale grazie alle politiche di conservazione attive negli ultimi decenni; il cervo (Cervus elaphus) e il capriolo (Capreolus capreolus), reintrodotti con successo; il cinghiale e il muflone (Ovis aries musimon). Tra i rapaci si segnalano l'aquila reale, il falco pellegrino (Falco peregrinus) e il biancone (Circaetus gallicus). Nelle zone umide d'alta quota è presente il tritone alpestre (Ichthyosaura alpestris), relitto glaciale al limite meridionale del suo areale appenninico. Il parco confina con quattro riserve naturali statali — Pania di Corfino, Guadine Pradaccio, Lamarossa e Orecchiella — che ne ampliano il valore conservazionistico verso i settori toscani e parmensi.

Il crinale appenninico ha rappresentato per millenni la cerniera di contatto tra la civiltà padana e quella tirrenica. I passi del Lagastrello, del Cerreto, di Pradarena e delle Radici sono stati vie di transito e scambio commerciale, culturale ed etnico sin dall'antichità, e la loro importanza storica è testimoniata dalla presenza di fortezze medievali di difesa — tra cui la Fortezza delle Verrucole a San Romano in Garfagnana — e da una densa rete di chiese romaniche, pievi e strade selciate. Le tegge, fabbricati rurali in pietra e paglia tipici delle valli del Reggiano, documentano la cultura agropastorale d'alta quota. Il parco è stato istituito con il D.P.R. del 21 maggio 2001 ai sensi della Legge n. 344 dell'8 ottobre 1997, che aveva previsto lo stanziamento di risorse per l'istituzione di nuovi parchi nazionali, unificando due parchi regionali — Parco del Gigante (RE) e Parco dei Cento Laghi (PR) — con le riserve naturali statali di Orecchiella, Guadine Pradaccio, Lamarossa e Pania di Corfino e con territori non ancora protetti. Il riconoscimento come Riserva della Biosfera MAB UNESCO, ottenuto nel giugno 2015, interessa un'area di oltre 230.000 ettari attorno al crinale tra il Passo della Cisa e il Passo delle Radici, con un perimetro che include la Garfagnana e la Lunigiana sul lato toscano e le valli dell'Enza, del Secchia e del Parma sul lato emiliano.

La rete sentieristica del parco si avvale di un ampio sistema di percorsi segnati tra cui la Via Matildica del Volto Santo, itinerario storico-religioso sul crinale emiliano-toscano, e numerosi percorsi tematici legati alle emergenze geologiche, ai laghi glaciali e ai borghi storici. I rifugi e i bivacchi distribuiti lungo il crinale — tra cui il Rifugio Mattei, il Rifugio Mariotti e la Capanna Tifoni nel settore parmense-reggiano — offrono supporto logistico all'escursionismo e al trekking d'alta quota. L'Orto Botanico della Pania del Corfino, a Villa Collemandina, costituisce un centro di studio e conservazione della flora appenninica. I prodotti agroalimentari del territorio — Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma sul versante emiliano, miele e prodotti caseari sul versante toscano — sono parte integrante dell'identità culturale del parco e oggetto di promozione nell'ambito della Riserva della Biosfera.

Informazioni

Dati generali

Tipologia: Parco Nazionale; Riserva della Biosfera MAB UNESCO (dal giugno 2015)
Anno di istituzione: 2001 (D.P.R. 21 maggio 2001; G.U. n. 250 del 26 ottobre 2001); Riserva Biosfera MAB UNESCO: 2015
Organismo di gestione: Ente Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano
Ente di riferimento: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Superficie: 261,49 km²
Zona buffer / area contigua: Riserva della Biosfera MAB UNESCO: ca. 2.300 km²
Altitudine minima: [da completare]
Altitudine massima: 2.121m
Maggior elevazione: 2.121m – Monte Cusna (Ventasso / Villa Minozzo, RE)
Regione/i: Emilia-Romagna – Toscana
Provincia/e: Lucca – Massa-Carrara – Parma – Reggio Emilia
Comuni interessati: Bagnone – Castelnovo ne' Monti – Comano – Corniglio – Filattiera – Fivizzano – Licciana Nardi – Monchio delle Corti – San Romano in Garfagnana – Sillano Giuncugnano – Ventasso – Villa Collemandina – Villa Minozzo
Sito web ufficiale: https://www.parcoappennino.it

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