Vodo di Cadore
Accesso
Il comune è raggiungibile percorrendo la strada statale di Alemagna, l'asse viario principale della Val Boite che collega Belluno a Cortina d'Ampezzo attraversando l'intero Cadore. Il collegamento con la rete autostradale avviene tramite l'autostrada Venezia–Belluno, con uscita a Pian di Vedoia (Ponte nelle Alpi); da lì si percorre verso nord la stessa per circa 60 km fino al comune. Il servizio di autobus di linea è assicurato da Dolomiti Bus sulla direttrice Belluno–Cortina con fermata a Vodo e alle frazioni. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Calalzo di Cadore, capolinea della linea Trenitalia (TI) Venezia–Calalzo, distante circa 15 km verso sud; da qui si prosegue in autobus. L'aeroporto di riferimento è il Marco Polo di Venezia (VCE), a circa 140 km. Per la frazione di Vinigo, raggiungibile con una strada secondaria che si distacca dalla all'altezza di Peaio, è consigliabile l'uso dell'automobile. La è percorsa da flussi intensi nei fine settimana estivi e invernali; verificare le condizioni della viabilità in quanto il tratto a monte di San Vito di Cadore è soggetto a occasionali chiusure per frane.
Introduzione
Vodo di Cadore si trova nella media Val Boite, nella porzione del Cadore nota come Oltrechiusa — il tratto di valle a monte della Chiusa di Venas — all'interno della provincia di Belluno. L'abitato principale sorge a 901m di quota sulla sinistra orografica del torrente Boite, in una conca naturale ai piedi del colle Santa Lucia, tra i massicci del Pelmo e dell'Antelao. Il comune comprende le frazioni di Peaio, affacciata sull'antica Via Regia, e Vinigo, villaggio di origine ladina arroccato a quota più elevata con una storia insediativa tra le più antiche del Cadore. La prima attestazione documentaria di Vodo risale al 1240; nel corso del medioevo il suo territorio fu parte integrante della Magnifica Comunità di Cadore, la federazione di regole autonome che governò il Cadore per secoli sotto la protezione prima dei da Camino e poi della Repubblica di Venezia. Il comune appartiene all'Unione Montana Valle del Boite, condivide con San Vito di Cadore e Borca di Cadore un'identità culturale di matrice ladina, e il suo territorio ospita due delle cime più rilevanti delle Dolomiti bellunesi, inserite dal 2009 nel sito UNESCO Dolomiti.
Descrizione
Il territorio di Vodo di Cadore si estende per quasi 47 km² lungo le pendici del versante sinistro della Val Boite, risalendo dai fondovalle a quote superiori ai 3.000m. La morfologia è dominata da due massicci di grande rilievo alpinistico: il Pelmo (3.168m), con la sua caratteristica forma tabulare che richiama un altopiano pensile, e l'Antelao (3.264m), la vetta più alta della provincia di Belluno, affiancata dai contrafforti del monte Penna. Il torrente Boite segna il confine orientale del comune e l'idrografia locale è completata dal lago di Vodo, uno sbarramento artificiale completato nel 1960 che alimenta le centrali idroelettriche di Pontesei. Le foreste di abete rosso (Picea abies) e larice (Larix decidua) coprono gran parte delle quote intermedie, lasciando spazio verso l'alto agli estesi pianori erbosi delle malghe, da secoli sfruttati per la monticazione.
La storia di Vodo si intreccia con quella dell'intero Cadore a partire dalle attestazioni medievali. La comunità locale si organizzò nella forma della Regola — istituto assembleare tipico dell'area cadorina, fondato sul governo dell'assemblea dei capifamiglia — e si inserì nel Centenaro di Venas, una delle dieci circoscrizioni giuridico-amministrative della Magnifica Comunità di Cadore. Il primo Laudo, documento normativo scritto, fu redatto nel 1289 e riscritto nel 1338. Frequenti tra XIV e XV secolo furono le dispute confinarie con le regole vicine, in particolare quelle di Vinigo e Peaio per lo sfruttamento dei boschi. Con l'annessione del Cadore alla Repubblica di Venezia nel 1420, il territorio mantenne una sostanziale autonomia regoliera. La dismissione dell'istituto regoliero avvenne con la riorganizzazione amministrativa di età napoleonica, ma la sua memoria sopravvive nell'identità comunitaria locale.
Il patrimonio architettonico del comune è distribuito nelle tre frazioni. A Vodo, la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Lucia risale nel nucleo originario al XV secolo, fu riedificata nel Seicento e ricostruita nuovamente nel 1920, con consacrazione nel 1938; conserva dipinti di Giuseppe Cherubini e un organo di Pugina. A Vinigo, la chiesa di San Giovanni Battista — dichiarata monumento nazionale agli inizi del Novecento — conserva la pala dell'altare maggiore Madonna con Bambino tra i Santi Giovanni Evangelista e Giovanni Battista (1548), attribuita a Francesco Vecellio, fratello di Tiziano, e due ulteriori pale di Tommaso Vecellio (1618) e Osvaldo Gotarnuto (1670). Gli affreschi interni, opera del pittore veneziano Carlo Alberto Zorzi, risalgono al 1934. Il paesaggio costruito del comune è caratterizzato dalla presenza dei taulà , i fienili a struttura verticale in legno e pietra tipici dell'edilizia rurale cadorina, che punteggiano le pendici intorno agli abitati. A Peaio, lungo la sponda del Boite, sopravvivono tratti dell'antica Strada Regia di Alemagna, il percorso che connetteva la pianura veneta con i territori germanici attraverso le Dolomiti.
Sul piano naturalistico e alpinistico, il territorio offre accesso diretto a due rifugi alpini posizionati sui versanti del Pelmo: il rifugio Gianpietro Talamini a 1.582m, raggiungibile dalla forcella Ciandolada, e il rifugio Venezia a 1.947m, base tradizionale per l'ascensione al Pelmo. Entrambi i rifugi sono toccati dall'Alta Via n. 1 delle Dolomiti; il rifugio Venezia è raggiunto anche dall'Alta Via n. 3. Le malghe Cià uta e Rutorto sono meta di escursioni nei mesi estivi e conservano l'attività di monticazione con produzione di formaggi e latticini. La Ciclabile delle Dolomiti, che segue il tracciato dismesso della ferrovia delle Dolomiti — attiva tra il 1921 e il 1964 nel tratto Calalzo–Cortina — attraversa il territorio comunale lungo il fondovalle, offrendo un percorso pianeggiante e scenograficamente rilevante tra le Dolomiti.
Informazioni
Dati generali
Superficie: 46,88 km²
Altitudine capoluogo: 901m
Altitudine minima: 855m
Maggior elevazione: 3.264m – Antelao
Numero abitanti: 832 (al 01.01.2025, ISTAT)
Nome in dialetto: GuĂłdo (ladino)
Nome degli abitanti: vodesi
Santo patrono: Santa Lucia – 13 dicembre
Comuni confinanti: Borca di Cadore – Calalzo di Cadore – Cibiana di Cadore – Pieve di Cadore – San Vito di Cadore – Val di Zoldo – Valle di Cadore – Zoppè di Cadore
Provincia di appartenenza: Belluno
Regione di appartenenza: Veneto
Nazione di appartenenza: Italia
Sito istituzionale: https://www.comune.vodo.bl.it