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Parco della Val Grande

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Ultima visita: 02/04/2026

Accesso

Il Parco Nazionale della Val Grande è raggiungibile dall'autostrada A26 Genova–Gravellona Toce con uscita a Verbania o a Gravellona Toce, proseguendo poi verso i comuni di accesso al parco. Da Milano si percorre la SS33 del Sempione fino a Verbania o la A8/A26 via Gallarate. La sede dell'Ente Parco si trova a Vogogna (VB), in piazza Pretorio 6, Villa Biraghi. I principali punti di accesso a piedi al parco sono: Cicogna (frazione del comune di Valle Cannobina), unico villaggio permanente all'interno del parco; Premosello Chiovenda e Colloro per il versante sud; Malesco e Santa Maria Maggiore per il versante nord (Val Vigezzo); Intragna e Caprezzo per il versante est. Il parco è accessibile esclusivamente a piedi lungo sentieri — non vi sono strade carrozzabili all'interno dell'area protetta — ed è percorribile nella sua parte più selvaggia solo da escursionisti esperti con attrezzatura adeguata, preferibilmente in compagnia di guide alpine o ambientali escursionistiche. Il collegamento ferroviario per il versante nord è la ferrovia Vigezzina-Centovalli (Domodossola–Locarno), che percorre la Val Vigezzo con fermate a Malesco, Santa Maria Maggiore e altri borghi. Per il versante est e sud si utilizza la linea Novara–Domodossola con fermate a Verbania e Ornavasso. L'aeroporto di riferimento è Milano Malpensa.

Introduzione

Il Parco Nazionale della Val Grande è l'area wilderness più estesa delle Alpi italiane e d'Italia, interamente compresa nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte. Istituito con Decreto Ministeriale del 2 marzo 1992, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 99 del 29 aprile 1992, è stato successivamente ampliato nel 1998 e nel 2023, raggiungendo un'estensione di 17.021 ettari su sedici comuni. Il parco coincide con la zona selvaggia più impenetrabile delle Alpi sudoccidentali: nessuna strada carrozzabile lo attraversa, le abitazioni permanenti al suo interno si riducono al villaggio di Cicogna — con pochi residenti stabili — e la riforestazione spontanea del secondo Novecento ha restituito alla natura un territorio che per secoli era stato lavorato dall'uomo. L'Associazione Mondiale Wilderness lo ha definito "l'unica area naturale europea che conserva integralmente le originali caratteristiche ambientali". In precedenza, nel 1967, l'area del massiccio roccioso del Pedum era già stata designata Riserva Naturale Integrale — la prima istituita nelle Alpi italiane. Nel 2018 il parco è entrato a far parte della Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano, riconoscimento MAB UNESCO.

Descrizione

La Val Grande si inserisce tra i contrafforti meridionali delle Alpi Lepontine, nella zona di transizione tra le Alpi Pennine e le Alpi Retiche, in un territorio graniticamente compatto che separa le pianure del Lago Maggiore dall'alta Val d'Ossola e dalla Val Vigezzo. Il rilievo è aspro e articolato: le vette principali sono il Monte Togano (2.310m), la Cima della Laurasca (2.195m), il Monte Zeda (2.157m) e la Cima Pedum (2.111m). Il territorio varia dai 400m dei fondovalle ai 2.310m delle vette, con versanti ripidi, gole profonde, torrenti impetuosi — il Rio Pogallo, il Torrente Melezzo, il Rio Valgrande — e i caratteristici "piani" sospesi d'alta quota come il Pian Cavallone a oltre 1.500m. Il substrato granitico determina suoli acidi, scarsamente fertili, colonizzati da vegetazione spontanea in rapida espansione: è questa la chiave della vocazione wilderness del parco.

La storia del paesaggio della Val Grande è inseparabile dalla storia degli uomini che lo hanno abitato e poi abbandonato. Almeno dal XIII secolo pastori e boscaioli risalivano ogni estate le valli, coltivando alpeggi, tagliando legname e producendo carbone. All'inizio del Novecento la vallata conobbe una breve stagione industriale legata allo sfruttamento del legname da parte dell'industriale svizzero Carlo Sutermeister, che costruì la "strada Sutermeister" e la prima centrale idroelettrica a corrente alternata d'Italia nel fondovalle di Cossogno. Il 1944 segnò il punto di svolta: l'11 giugno le forze nazifasciste lanciarono il rastrellamento della Val Grande — operazione "Köln" — con circa 4.200 uomini tra SS, Wehrmacht e soldati della RSI, allo scopo di annientare le formazioni partigiane attestate nelle valli. Al termine del rastrellamento, conclusosi il 27 giugno, si contarono circa 300 partigiani morti, 208 baite e stalle incendiate, 42 prigionieri fucilati a Fondotoce (Verbania). Con la fine della guerra, taglialegna e alpigiani non tornarono; nel giro di cinquant'anni la foresta riprese possesso di campi, mulattiere e alpeggi, trasformando la valle in una delle aree selvatiche più integre delle Alpi. Tre mesi dopo il rastrellamento, i partigiani riorganizzati liberarono Domodossola, dando vita alla Repubblica dell'Ossola (settembre–ottobre 1944), primo esperimento democratico nell'Italia occupata.

La vegetazione è oggi dominata da faggete (Fagus sylvatica) sui versanti più umidi e ombrosi, con abete bianco (Abies alba) e abete rosso (Picea abies) nelle stazioni più elevate; betulleti, ontaneti e altre latifoglie pioniere occupano le radure e i versanti con suoli ancora instabili. La boscaglia impenetrabile — frutto del rimboschimento spontaneo — è una delle caratteristiche più salienti del paesaggio. La flora conta numerose specie di pregio: l'arnica (Arnica montana), la genziana maggiore (Gentiana lutea), la campanula escissa (Campanula excisa — endemismo delle Alpi Lepontine), e orchidee selvatiche. I torrenti ospitano trota fario (Salmo trutta fario) e scazzone (Cottus gobio), indicatori di acque di alta qualità. Sulle rive pietraiate vivono il merlo acquaiolo (Cinclus cinclus) e la ballerina gialla (Motacilla cinerea).

La fauna si arricchisce progressivamente grazie alla protezione. Il camoscio alpino (Rupicapra rupicapra) è la specie più caratteristica del parco; cervo (Cervus elaphus) e capriolo (Capreolus capreolus) sono in espansione. L'aquila reale (Aquila chrysaetos), il falco pellegrino (Falco peregrinus), il biancone (Circaetus gallicus), il gallo forcello (Lyrurus tetrix) e il francolino di monte (Tetrastes bonasia) sono tra le specie ornitologiche di maggior rilievo; il gufo reale (Bubo bubo) è presente. Il lupo (Canis lupus italicus) è tornato nel parco: i primi avvistamenti nell'area verbanese risalgono ai primi anni 2000, le prime coppie territoriali sono documentate dal 2019, e la presenza stabile è confermata dal 2022. Il ritorno del grande predatore, sostenuto dal progetto europeo LIFE WolfAlps EU, è considerato indicatore della maturità ecologica dell'ecosistema. Piccoli mammiferi come ghiro, faina e martora sono diffusi; donnola ed ermellino frequentano le aree rocciose.

Le incisioni rupestri rinvenute nel territorio — una delle quali è ripresa nel logo del parco — e gli oggetti funerari nelle necropoli di Malesco e Miazzina testimoniano insediamenti fin dall'età del ferro. Il "mascherone" di Vogogna, volto in pietra ollare di tradizione celtica risalente alla seconda età del ferro (circa 450-15 a.C.), è interpretato come raffigurazione di Cernunnos, divinità celtica della natura selvaggia. Il parco offre anche la Linea Cadorna — sistema difensivo della prima guerra mondiale percorribile lungo le creste — e i sentieri partigiani della Resistenza. Il Sentiero del Pellegrino, antico cammino di pastori e viandanti, attraversa la valle con viste sulle montagne circostanti. L'Alta Via Val Grande è il percorso ad anello principale del parco.

Informazioni

Dati generali

Tipologia: Parco Nazionale; Riserva della Biosfera MAB UNESCO (dal 2018, Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano)
Anno di istituzione: 1992 (D.M. 2 marzo 1992; G.U. n. 99 del 29 aprile 1992); ente parco: D.P.R. 23 novembre 1993; ampliamento: D.P.R. 24 giugno 1998; ampliamento 2023: D.P.R. del 2023 (G.U. n. 238 dell'11 ottobre 2023); Riserva naturale integrale Val Grande (precedente): 1967; Riserva Biosfera MAB UNESCO: 2018
Organismo di gestione: Ente Parco Nazionale della Val Grande
Ente di riferimento: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Superficie: 170,21 km² (17.021 ha; di cui 11.971 ha ZPS)
Altitudine minima: ~400m
Altitudine massima: 2.310m
Maggior elevazione: 2.310m – Monte Togano (Valle Cannobina VB)
Regione/i: Piemonte
Provincia: Verbano-Cusio-Ossola
Comuni interessati: Aurano – Beura-Cardezza – Caprezzo – Cossogno – Intragna – Malesco – Mergozzo – Miazzina – Ornavasso – Premosello Chiovenda – San Bernardino Verbano – Santa Maria Maggiore – Trontano – Valle Cannobina – Verbania – Vogogna
Sito web ufficiale: https://www.parcovalgrande.it

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