Parco dell'Arcipelago Toscano
Accesso
Il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano è raggiungibile via mare da più punti della costa toscana, con modalità diverse per ciascuna delle sette isole. L'isola d'Elba — la più grande, la più abitata e la principale porta d'accesso all'arcipelago — è collegata con traghetti tutto l'anno dal porto di Piombino, distante soli 10km; la traversata per Portoferraio dura circa 60 minuti, mentre i collegamenti con Rio Marina e Cavo sono rispettivamente di circa 45 e 35 minuti. Piombino è raggiungibile da nord percorrendo la strada statale Aurelia o l'autostrada fino a Livorno e proseguendo sulla strada statale . L'isola d'Elba dispone anche di un aeroporto — La Pila, nei pressi di Marina di Campo — con voli stagionali. L'isola di Capraia è raggiunta tutto l'anno dalla compagnia Toremar con partenza dal porto di Livorno, in circa 2 ore e 45 minuti di navigazione; non è necessario imbarcare l'auto poiché l'unica strada carrabile sull'isola misura circa 800m. Le isole del Giglio e di Giannutri sono collegate da Porto Santo Stefano, nel comune di Monte Argentario in provincia di Grosseto, raggiungibile dalla strada statale Aurelia. L'isola di Pianosa è accessibile solo con escursioni guidate prenotate tramite le Guide del Parco, con partenze da Marina di Campo e Porto Azzurro (Elba); il numero di visitatori giornalieri è contingentato. L'isola di Gorgona — sede di un istituto penale — è visitabile solo con tour guidati organizzati dall'Amministrazione penitenziaria in accordo con il parco, con partenza da Livorno. L'isola di Montecristo, riserva naturale integrale, è accessibile solo tramite escursioni organizzate dall'ente parco con partenze da Piombino, dall'Elba, da Porto Santo Stefano e dal Giglio, lungo i tre sentieri autorizzati. La sede dell'Ente Parco si trova a Portoferraio, in località Enfola. In alta stagione i traghetti per l'Elba registrano elevata affluenza: la prenotazione anticipata è raccomandata, specialmente per i veicoli.
Introduzione
Il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano si estende nel Mar Tirreno al largo delle coste toscane, nella regione Toscana nelle province di Livorno e Grosseto. Istituito con Decreto del Presidente della Repubblica del 22 luglio 1996 — pubblicato in Gazzetta Ufficiale l'11 dicembre 1996 — è il più grande parco marino d'Europa, con una superficie di circa 168,56 km² terrestri e 567,66 km² marini. Comprende le sette isole maggiori del Tirreno — Elba, Giglio, Capraia, Montecristo, Pianosa, Giannutri e Gorgona — distribuite lungo circa 150km di arco marino, dagli specchi d'acqua di fronte a Livorno fino al promontorio dell'Argentario. Ogni isola presenta un'identità geologica, naturalistica e storica distinta: dall'Elba granitica e mineraria, unica dell'arcipelago con rilievi superiori ai 1.000m, all'inaccessibile e boscosa Montecristo, dalla vulcanica Capraia all'isola-penitenziario di Gorgona. Tutto il parco si inscrive nel Santuario Internazionale dei Mammiferi Marini Pelagos, area di tutela condivisa tra Italia, Francia e Principato di Monaco.
Descrizione
Le isole dell'Arcipelago Toscano sono il risultato di una storia geologica complessa avviata nel Triassico, circa 230 milioni di anni fa. Le loro diverse origini litologiche riflettono storie evolutive profondamente differenti: le rocce metamorfiche della penisola del Calamita elbana sono un frammento di crosta africana datato circa 570 milioni di anni fa; i corpi granitici del Monte Capanne all'Elba, dell'isola di Montecristo e dell'isola del Giglio derivano da magmi risaliti durante fenomeni distensivi negli ultimi 10 milioni di anni e cristallizzati in profondità ; Capraia è interamente vulcanica, formata da eruzioni tra 9 e 4,5 milioni di anni fa; Giannutri e Pianosa sono calcaree. Le isole sono quindi costituite da rocce magmatiche intrusive (graniti), effusive (basalti e rioliti), sedimentarie (calcari, arenarie) e metamorfiche (filladi, gneiss, marmi), con una varietà petrografica eccezionale per un'area così limitata. Durante la glaciazione Wurmiana, circa 75.000–11.000 anni fa, con il livello del mare abbassato di circa 100m, l'Elba era collegata al continente e solo le isole di Capraia, Giglio, Giannutri, Gorgona e Montecristo rimanevano separate. Questa alternanza di connessione e isolamento ha favorito la speciazione e la formazione di numerosi endemismi.
Il paesaggio vegetale delle isole è dominato dalla macchia mediterranea alta, con corbezzolo (Arbutus unedo), lentisco (Pistacia lentiscus), ginepro fenicio (Juniperus phoenicea), mirto (Myrtus communis), eriche, rosmarino, lavanda, ginestre e cisti. Le grandi foreste di leccio (Quercus ilex) che un tempo ricoprivano gran parte delle isole sono oggi ridotte a pochi boschi cedui all'Elba, al Giglio e alla Gorgona, a causa dell'intensa utilizzazione per carbone e legname nelle attività minerarie storiche. Sul versante settentrionale del Monte Capanne, sull'isola d'Elba, sopravvive un bosco misto a carpino nero, ontano nero e castagno con esemplari relitti di tasso. La complessità altitudinale e morfologica dell'Elba ospita anche estesi boschi di castagno sui rilievi e una rete di endemismi botanici: la viola elbana (Viola corsica subsp. ilvensis), il fiordaliso di Monte Capanne, il limonio e la menta di Capraia (Mentha requienii ssp. bistaminata) sono tra le specie esclusive del parco. Nell'intero arcipelago sono state censite specie endemiche strettamente legate all'ambiente insulare e all'area sardo-corsa, come la Limonium multiforme var. sommieriana, l'Orchis provincialis var. capraria e l'Artemisia densiflora.
L'avifauna costituisce la componente faunistica di maggiore rilevanza conservazionistica. Il gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii), simbolo del parco e specie vulnerabile a scala europea, nidifica sull'arcipelago con circa 200 coppie distribuite tra Capraia, Giglio e Pianosa; la colonia è una delle più significative del Mediterraneo centro-occidentale. Il gabbiano reale (Larus michahellis) conta circa 600 coppie nidificanti. Il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis) è presente con circa 30 coppie; la berta maggiore (Calonectris diomedea) e la berta minore (Puffinus yelkouan) trovano rifugio sulle scogliere inaccessibili. Il falco pellegrino (Falco peregrinus) e il corvo imperiale (Corvus corax) sono presenti con popolazioni stabili. L'arcipelago è uno dei punti di sosta più importanti del Mediterraneo per l'avifauna migratoria. Tra i mammiferi terrestri spicca la martora (Martes martes) sull'isola d'Elba, dove raggiunge densità insolite per un'isola. I fondali marini ospitano praterie di Posidonia oceanica, gorgonie, anemoni, coralli rossi (Corallium rubrum) e stelle marine; la zona marina circostante Gorgona, Capraia, Montecristo e Giannutri è tra le più ricche e meno perturbate dell'intero Tirreno.
La presenza umana nell'arcipelago risale al Paleolitico: i giacimenti di minerale ferroso dell'Elba orientale erano già sfruttati dagli Etruschi e successivamente dai Romani, che colonizzarono estesamente le isole. I resti della villa romana dei Domizi Enobarbi a Giannutri e la villa romana di Gorgona testimoniano l'intensità degli insediamenti di età imperiale. Lungo le isole si stratificano poi le presenze medievali — la Rocca Aldobrandesca a Giglio Castello, la torre di avvistamento genovese a Capraia, i fortilizi pisani — e quelle di età moderna. L'episodio più noto della storia moderna dell'arcipelago è il soggiorno di Napoleone Bonaparte all'isola d'Elba dal maggio 1814 al febbraio 1815, durante il suo primo esilio; la Villa dei Mulini a Portoferraio e la Villa San Martino conservano le vestigia di questo periodo. Pianosa e Capraia condividono un passato da colonie penali — Capraia dal 1873 al 1986, Pianosa fino al 1998 — che ha contribuito indirettamente alla conservazione della loro natura, limitando lo sviluppo edilizio. Gorgona è tuttora sede di un istituto penale agricolo, i cui detenuti in regime di semilibertà coltivano orti e vigneti sui terrazzamenti dell'isola. Il parco è stato preceduto dalla Riserva naturale integrale di Montecristo, istituita nel 1971, prima area protetta dell'arcipelago, resa celebre dal romanzo di Alexandre Dumas Il conte di Montecristo del 1844. L'ente parco è stato istituito con il D.P.R. del 22 luglio 1996 ai sensi della legge n. 305 del 28 agosto 1989.
La rete sentieristica del parco si articola su tutte le isole accessibili: il Monte Capanne sull'Elba (1.019m), raggiungibile anche con una cabinovia, è il percorso più frequentato e offre panorami sull'intero arcipelago fino alla Corsica; sull'isola del Giglio il cammino tra Giglio Castello e Punta Capel Rosso percorre la dorsale centrale; a Capraia il periplo dell'isola si sviluppa in 4–5 ore lungo falesie a picco sul mare. Le acque del parco, inserite nel Santuario Pelagos, costituiscono una delle aree di immersione più frequentate del Tirreno, con fondali di interesse biologico particolarmente elevato attorno a Giannutri, Capraia e Montecristo.
Informazioni
Dati generali
Tipologia: Parco Nazionale (geomarino)
Anno di istituzione: 1996 (D.P.R. 22 luglio 1996; G.U. n. 290 dell'11 dicembre 1996); prima riserva naturale integrale: Montecristo, 1971
Organismo di gestione: Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano
Ente di riferimento: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Superficie terrestre: 168,56 km²
Superficie marina: 567,66 km²
Superficie totale: ca. 736,22 km²
Altitudine minima: 0m (livello del mare)
Altitudine massima: 1.019m
Maggior elevazione: 1.019m – Monte Capanne (isola d'Elba, Marciana, LI)
Regione/i: Toscana
Provincia/e: Grosseto – Livorno
Comuni interessati: Campo nell'Elba – Capoliveri – Capraia Isola – Isola del Giglio – Livorno – Marciana – Marciana Marina – Porto Azzurro – Portoferraio – Rio
Sito web ufficiale: https://www.islepark.it