Parco dell'Asinara
Accesso
Il Parco Nazionale dell'Asinara è raggiungibile esclusivamente via mare: l'isola non dispone di un aeroporto né di un collegamento stradale con la terraferma. I principali porti di imbarco sono Porto Torres e Stintino, che dista circa 3km dall'isola. Da Stintino i battelli approdano al molo di Fornelli, ingresso meridionale del parco; da Porto Torres si raggiunge Cala Reale, approdo nel settore centro-settentrionale. Per raggiungere i porti di imbarco in automobile, da Sassari si percorre la strada statale della Nurra in direzione Porto Torres; per Stintino si prosegue deviando sulla strada provinciale da Porto Torres verso nord-ovest, per circa 26km complessivi da Sassari. Informazioni e chioschi operativi per l'acquisto dei biglietti di imbarco sono disponibili sia a Porto Torres sia a Stintino. Nel periodo estivo sono attivi collegamenti marittimi aggiuntivi dai porti di Castelsardo e Santa Teresa Gallura. L'aeroporto di riferimento è il Riviera del Corallo di Alghero, distante circa 50km da Porto Torres, raggiungibile con la strada statale . L'accesso all'isola è regolamentato: la visita con operatori turistici autorizzati è raccomandata e per alcune zone della Zona A è obbligatoria. I mezzi di trasporto disponibili sull'isola sono il fuoristrada, la bicicletta, a cavallo e a piedi lungo la rete di sentieri. La sede dell'Ente Parco si trova a Porto Torres, in via Iosto 7.
Introduzione
Il Parco Nazionale dell'Asinara si estende sull'omonima isola nella Sardegna nord-occidentale, nel Golfo dell'Asinara, nel territorio del comune di Porto Torres nella provincia di Sassari. La perimetrazione provvisoria del parco fu emanata il 28 novembre 1997, contestualmente alla chiusura del carcere di massima sicurezza che aveva occupato l'isola dal 1975; l'istituzione ufficiale del Parco Nazionale e dell'Ente Parco avvenne con Decreto del Presidente della Repubblica del 3 ottobre 2002, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 dicembre 2002. La stessa data vide l'istituzione dell'Area Marina Protetta Isola dell'Asinara, che tutela circa 107,32 km² di mare circostante. Il parco occupa l'intera isola per una superficie di circa 51,92 km², con un perimetro costiero di oltre 110km. L'isola è stretta e allungata — circa 17,5km di lunghezza per un massimo di 6,5km di larghezza — e conserva una natura in larga misura intatta grazie all'isolamento forzato mantenuto per oltre un secolo dal regime carcerario. Il simbolo del parco è l'asinello bianco (Equus asinus var. albina), razza di asino depigmentato endemica dell'isola.
Descrizione
La forma dell'isola è stretta e allungata, percorsa da una strada in cemento lunga circa 25km che ne costituisce l'asse principale nord-sud. La struttura geologica è eterogenea: le rocce metamorfiche paleozoiche dominano il settore settentrionale e meridionale, i graniti la porzione centrale, con variazioni locali che determinano morfologie costiere profondamente differenti sui due versanti. La costa occidentale è prevalentemente rocciosa, con falesie che raggiungono anche i 200m di altezza, esposizione al maestrale e fondali che scendono bruscamente fino ai 50m batimetrici; la costa orientale, rivolta verso il Golfo dell'Asinara, è più bassa, con spiagge sabbiose, ecosistemi dunali e stagnali costieri. La quota massima dell'isola è Punta della Scomunica a 408m. Il territorio è solcato da sentieri tracciati già nel XVII secolo, oggi organizzati dall'ente parco in itinerari tematici che toccano i principali siti di interesse naturalistico e storico.
Il paesaggio vegetale porta i segni di una lunga e intensa pressione antropica: il disboscamento per carbone e legname, il pascolo delle capre introdotte in epoca carceraria e gli incendi hanno ridotto la copertura forestale originaria a un unico residuo di lecceta (Quercus ilex) in localitĂ Elighe Mannu, nel settore settentrionale su rocce metamorfiche tra 150 e 200m di quota, oggi oggetto di interventi di protezione. La macchia mediterranea costituisce la formazione vegetale prevalente, dominata in base alle condizioni locali da lentisco (Pistacia lentiscus), ginepro fenicio (Juniperus phoenicea), euforbia arborescente (Euphorbia dendroides), corbezzolo e cisto. Nelle zone piĂą ventose si sviluppa la gariga a cisto rosso e cisto marino. Le coste rocciose ospitano vegetazione alofila con finocchio di mare (Crithmum maritimum), limonio acutifoglio (Limonium acutifolium) e formazioni a Centaurea horrida, specie endemica della Sardegna nord-occidentale di alto interesse conservazionistico. Le coste sabbiose sono dominate da gramigna delle spiagge (Agropyron junceum), sparto pungente (Ammophila arenaria) e giglio di mare (Pancratium maritimum). Tra gli endemismi di maggiore rilevanza si segnalano Nananthaea perpusilla e Filago tyrrhenica, presenti nelle comunitĂ erbacee delle aree costiere, oltre alla ginestra di Corsica, all'astragalo di Terracciano e al fiordaliso spinoso (Centaurea horrida).
La fauna terrestre è caratterizzata dalla colonia di asinelli bianchi, la cui presenza sull'isola è attestata da secoli. La varietà albina (Equus asinus var. albina) presenta mantello bianco, pelle rosa e parziale pigmentazione dell'iride — percepita di colore rosa-celeste — e soffre di marcata fotofobia; gli esemplari adulti raggiungono circa un metro al garrese. Il muflone (Ovis aries musimon), il cinghiale e il cavallo completano il quadro dei grandi mammiferi. L'avifauna annovera il gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii), il falco pellegrino (Falco peregrinus) e il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis) come nidificanti; l'isola costituisce inoltre un importante punto di sosta per le migrazioni primaverili e autunnali di numerose specie. In località Fornelli è attivo dal 2004 l'Ospedale delle Tartarughe, centro di recupero per esemplari di tartaruga marina (Caretta caretta) feriti o catturati accidentalmente; a Tumbarino opera l'Osservatorio Faunistico del Parco. L'Area Marina Protetta tutela fondali di elevata integrità biologica, con praterie di Posidonia oceanica, comunità coralline e un'ittiofauna ricca.
La storia dell'isola inizia con le prime tracce umane risalenti all'età preistorica, documentate dalla necropoli a domus de janas di Campu Perdu. In epoca medievale fu costruito il monastero camaldolese a Sant'Andrea e il Castellaccio a Punta Maestra Fornelli, affiancati poi dalle torri di Trabuccato, Cala d'Oliva e Cala Arena. Tra il XVII e la fine dell'Ottocento l'isola fu abitata da una comunità di pastori e pescatori, fino a quando nel 1885 la popolazione residente fu allontanata per far posto al Lazzaretto Primario del Regno d'Italia — stazione sanitaria di quarantena — e alla Colonia Penale Agricola. Durante la Prima guerra mondiale l'isola ospitò un campo di prigionia: morirono sull'isola circa 24.000 prigionieri austro-ungarici, deceduti per epidemia di tifo, le cui spoglie sono raccolte nell'ossario inaugurato nel 1938. Dal 1975 l'Asinara divenne carcere di massima sicurezza, sede di detenzione di terroristi, sequestratori e boss della criminalità organizzata; vi soggiornarono anche i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino durante il Maxiprocesso di Palermo. Il carcere fu chiuso il 31 dicembre 1997, e da quella data l'isola fu restituita alla natura. Questo lungo isolamento, paradossalmente, ha contribuito in modo determinante alla conservazione dell'ecosistema insulare. Il borgo di Cala d'Oliva — con le sue case basse e bianche su stradine in pietra, un tempo abitate dalle famiglie fondatrici di Stintino e poi dalle guardie carcerarie — ospita oggi il Centro di Educazione Ambientale del parco; il Centro Visite di Cala Reale conserva la mostra permanente "Storie d'Asinara".
La visita del parco si svolge principalmente lungo la rete sentieristica e la strada carrabile principale: i sentieri tematici includono il "sentiero dell'asinello", il "sentiero del leccio" che raggiunge il boschetto di Elighe Mannu, il "sentiero del faro" fino a Punta Scorno, e il "sentiero della memoria" che ripercorre le principali tappe storiche dell'isola. Il parco dispone di strutture ricettive limitate: l'ostello-ristorante a Cala d'Oliva, la Locanda del Parco e il ristorante "L'Asino Bianco" a Cala Reale. Le attività equestri sono disponibili a Campu Perdu, ex diramazione penale a vocazione agricola. La fruizione è possibile tutto l'anno, con accesso contingentato e preferibilmente organizzato tramite operatori autorizzati.
Informazioni
Dati generali
Tipologia: Parco Nazionale; Area Marina Protetta (D.M. 13 agosto 2002)
Anno di istituzione: 1997 (perimetrazione provvisoria D.P.R. 28 novembre 1997); Parco Nazionale e Ente Parco: D.P.R. 3 ottobre 2002 (G.U. n. 298 del 20 dicembre 2002); Area Marina Protetta: D.M. 13 agosto 2002
Organismo di gestione: Ente Parco Nazionale dell'Asinara
Ente di riferimento: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Superficie terrestre: 51,92 km²
Superficie Area Marina Protetta: 107,32 km²
Sviluppo costiero: oltre 110km
Altitudine minima: 0m (livello del mare)
Altitudine massima: 408m – Punta della Scomunica
Regione/i: Sardegna
Provincia/e: Sassari
Comuni interessati: Porto Torres
Sito web ufficiale: https://www.parcoasinara.org