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Parco dell'Aspromonte

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Ultima visita: 01/04/2026

Accesso

Il Parco Nazionale dell'Aspromonte è raggiungibile principalmente attraverso l'autostrada A3 Salerno–Reggio Calabria, con l'uscita di Bagnara Calabra da cui si prosegue sulla strada statale SS112 in direzione di Sant'Eufemia d'Aspromonte e Gambarie, centro turistico montano sede dell'ente parco; da Reggio Calabria si raggiunge Gambarie tramite la strada statale SS184 uscendo a Gallico. Per il versante ionico e l'accesso dai comuni orientali del parco, il riferimento è la strada statale SS106 Jonica (Reggio Calabria–Taranto), da cui si risale verso l'interno attraverso le strade statali e provinciali che risalgono le fiumare verso i comuni del parco. Quattro centri visita costituiscono i principali ingressi al parco: Zomaro di Cittanova (versante tirrenico), Bagaladi (versante ionico settentrionale), Delianuova e Mammola. Le stazioni ferroviarie più vicine sono Reggio Calabria Centrale e Villa San Giovanni, entrambe sulla linea Trenitalia (TI) del Tirreno; dalla stazione di Reggio Calabria la rete di autobus urbani ATAM serve il territorio comunale. L'aeroporto dello Stretto di Reggio Calabria è il più vicino al cuore del parco; l'aeroporto internazionale di Lamezia Terme offre maggiori connessioni aeree ed è raggiungibile dall'autostrada A3. La sede dell'Ente Parco si trova a Gambarie di Santo Stefano in Aspromonte (RC), in via Aurora 1.

Introduzione

Il Parco Nazionale dell'Aspromonte si estende all'estrema punta meridionale della Penisola italiana, nella città metropolitana di Reggio Calabria, occupando l'intero massiccio dell'Aspromonte tra il Mar Tirreno a ovest, lo Stretto di Messina a sud e il Mar Ionio a est. Istituito con legge n. 305 del 28 agosto 1989 e regolamentato con D.P.R. del 14 gennaio 1994, il parco copre una superficie di 641,53 km² ed è la più grande area protetta della Calabria meridionale, articolata su trentasette comuni della provincia di Reggio Calabria. Il 22 aprile 2021 il parco ha ottenuto il riconoscimento di Geoparco Mondiale UNESCO, in riconoscimento dell'eccezionale patrimonio geologico del massiccio. Il territorio è un acrocoro di origine granitico-cristallina che si eleva rapidamente dal livello del mare fino ai 1.956m del Monte Montalto, con un gradiente di dislivello tra i più accentuati dell'Appennino, e che conserva, nelle faggete vetuste della Valle Infernale, un sito riconosciuto Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 2021.

Descrizione

Il massiccio dell'Aspromonte costituisce l'estrema propaggine meridionale dell'Appennino calabrese e appartiene all'unità geologica nota come Arco Calabro-Peloritano, un blocco crostale di origine cristallina che si è separato dall'Europa e ha "viaggiato" attraverso il Mediterraneo fino a saldarsi alla punta dello Stivale nel corso di milioni di anni di deriva tettonica. Il complesso geologico basale, originatosi tra il Precambriano e il Paleozoico, è composto prevalentemente da rocce ignee (graniti, porfidi granitici) e metamorfiche (gneiss, scisti), con caratteristiche strutturali più affini alle Alpi che all'Appennino. Attorno a questo nucleo cristallino si distribuiscono fasce di rocce sedimentarie di età più recente. Il limite settentrionale del parco si colloca al Passo della Limina, dove il massiccio si separa geologicamente dalle Serre calabresi lungo la linea tettonica Palmi-Antonimina. La geomorfologia è dominata dalle fiumare, corsi d'acqua a regime torrentizio che scorrono su ampi greti sassosi: rapide e impetuose in inverno con le piogge, completamente asciutte in estate. Le fiumare Amendolea, Bonamico, La Verde e Mileto sono le più note; lungo la fiumara Bonamico, una grande frana avvenuta nel 1973 ha sbarrato il corso d'acqua formando il Lago Costantino. Il Lago del Menta, invaso artificiale a 1.400m nel territorio di Roccaforte del Greco, è l'altro specchio d'acqua principale del parco. Le cascate dell'Amendolea (o Maesano), le Forgiarelle, le Mundu e le Galasìa sono tra le più alte e frequentate del parco. Tra i geositi di maggiore interesse internazionale — oggetto del riconoscimento UNESCO Geopark — si segnala la Valle delle Grandi Pietre con Pietra Cappa, uno dei più grandi monoliti d'Europa, e i terrazzi marini di Gambarie.

La flora del parco conta circa 1.500 specie vegetali, con una ricchezza legata alla posizione geografica centrale nel Mediterraneo, alla prossimità simultanea di due mari e all'elevato gradiente altitudinale. Lungo la fascia costiera e fino a circa 600m domina la macchia mediterranea xerofila con lentisco (Pistacia lentiscus), mirto (Myrtus communis), corbezzolo (Arbutus unedo), euforbia arborescente (Euphorbia dendroides), erica arborea e fillirea; lungo le fiumare si insedia la vegetazione riparia con ontano nero (Alnus glutinosa), pioppo nero (Populus nigra), salici e oleandro (Nerium oleander). A partire dai 600m si estendono i boschi caducifoglie: sul versante tirrenico con castagni fino a 1.000m, sul versante ionico con roverella, rovere e cerro. Tra gli 800m e i 1.700m il pino laricio calabro (Pinus nigra subsp. laricio) forma pinete naturali di notevole estensione, presenti soprattutto sul versante ionico con individui di grandi dimensioni come i Giganti di Acatti. Dai 1.200m fino alle quote sommitali si estende la faggeta (Fagus sylvatica), spesso mista ad abete bianco (Abies alba), con caratteristiche uniche di adattamento al clima mediterraneo che ne fanno oggetto di studi scientifici internazionali. La faggeta vetusta di Valle Infernale, nel versante ionico del Montalto nei comuni di Samo e San Luca, è stata riconosciuta Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO nell'ambito del sito seriale delle Foreste primordiali dei faggi nella sessione del 28 luglio 2021. Tra le rarità botaniche di eccezionale interesse: la Woodwardia radicans, felce arborea di origine tropicale e terziaria le cui fronde possono raggiungere i 3m, presente nei valloni umidi del versante tirrenico; la Digitalis purpurea, velenosissima pianta dai grandi fiori rossi, la cui presenza nell'Aspromonte costituisce l'unica stazione peninsulare italiana (presente altrove solo in Sardegna e Corsica); la Quercus petraea subsp. austrotyrrhenica, rovere meridionale relitto postglaciale; l'Osmunda regalis allo Piano dello Zillastro.

La fauna è ricca e varia. Tra i mammiferi il lupo appenninico (Canis lupus italicus) è presente nella parte centro-orientale del massiccio dopo essere risultato scomparso per due decenni; il gatto selvatico (Felis silvestris), la martora (Martes martes), il tasso (Meles meles), la lontra (Lutra lutra) nelle valli fluviali, il ghiro (Glis glis), la puzzola e il cinghiale completano il quadro dei mammiferi. Il driomio (Dryomys nitedula), roditore simile al ghiro, è presente in Italia solo sull'Aspromonte e sulle Alpi Orientali. Lo scoiattolo nero meridionale (Sciurus meridionalis) è una sottospecie endemica dell'Italia meridionale dalla pelliccia nera, distinta dalle popolazioni settentrionali. Tra i rapaci si segnala l'aquila del Bonelli (Aquila fasciata), specie rarissima in Italia di cui l'Aspromonte ospita uno dei pochi siti di nidificazione peninsulari, accanto al gufo reale (Bubo bubo), al falco pellegrino (Falco peregrinus), all'astore (Accipiter gentilis) e alla poiana. Il Parnassius apollo, lepidottero ad alta quota legato alle praterie con specie del genere Sedum, è presente nelle aree sommitali aperte.

Il territorio aspromontano è uno dei più stratificati della penisola dal punto di vista storico-culturale. Le prime tracce umane risalgono al Neolitico; la colonizzazione greca della Magna Grecia lasciò un'impronta profonda documentata dai resti di due fortezze di IV-VI secolo a.C. a Oppido Mamertina e Sant'Eufemia d'Aspromonte. L'eredità greca è ancora viva nell'Area Grecanica — la zona dei comuni di Bova, Roghudi, Condofuri e Gallicianò — dove alcune decine di persone parlano ancora il greco di Calabria, idioma classificato come dialetto del greco antico, e sono presenti chiese ortodosse e riti di tradizione basiliana. Il Santuario di San Nicodemo a Mammola, risalente al X secolo e ancora abitato da un monaco, e il Santuario della Madonna della Montagna a Polsi sono i principali siti devozionali del parco. I borghi abbandonati di Roghudi Vecchio, Amendolea e Precacore, arroccati su creste rocciose o adagiati sulle fiumare, testimoniano l'abbandono dell'entroterra montano nel corso del XX secolo. Gambarie, a 1.310m alle falde del Monte Scirocco, è il principale centro turistico del parco, con strutture alberghiere, piste da sci e impianti di risalita da cui si vede contemporaneamente il Tirreno e lo Ionio, e l'Etna e le Isole Eolie nelle giornate limpide.

La rete sentieristica include percorsi storici come il Sentiero dei Greci e il Sentiero del Brigante — che collega Gambarie a Serra San Bruno o Stilo — e decine di itinerari tematici su fiumare, cascate, geositi e borghi. La Rete dei Musei del Parco coordina i centri visita di Bagaladi, Bova, Gerace e Mammola in un sistema integrato di valorizzazione del patrimonio naturalistico, storico e culturale.

Informazioni

Dati generali

Tipologia: Parco Nazionale; Geoparco Mondiale UNESCO (dal 22 aprile 2021); Patrimonio Mondiale UNESCO — Faggete vetuste Valle Infernale (28 luglio 2021)
Anno di istituzione: 1989 (Legge 28 agosto 1989, n. 305); ente parco istituito con D.P.R. 14 gennaio 1994; nuova perimetrazione D.P.R. 10 luglio 2008; riconoscimento Geoparco UNESCO: 2021; Patrimonio UNESCO faggete: 2021
Organismo di gestione: Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte
Ente di riferimento: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Superficie: 641,53 km²
Altitudine minima: [da completare — fascia costiera]
Altitudine massima: 1.956m
Maggior elevazione: 1.956m – Monte Montalto (detto anche Cocuzza, Santo Stefano in Aspromonte / Samo / San Luca, RC)
Regione/i: Calabria
Provincia/e: Reggio Calabria (Città Metropolitana)
Comuni interessati: Africo – Antonimina – Bagaladi – Bova – Bruzzano Zeffirio – Canolo – Cardeto – Careri – Ciminà – Cinquefrondi – Cittanova – Condofuri – Cosoleto – Delianuova – Gerace – Mammola – Molochio – Oppido Mamertina – Palizzi – Platì – Reggio Calabria – Roccaforte del Greco – Roghudi – Samo – San Giorgio Morgeto – San Lorenzo – San Luca – San Roberto – Sant'Agata del Bianco – Sant'Eufemia d'Aspromonte – Santa Cristina d'Aspromonte – Santo Stefano in Aspromonte – Scido – Scilla – Sinopoli – Staiti – Varapodio
Sito web ufficiale: https://www.parconazionaleaspromonte.it

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