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Parco dello Stelvio

Parco nazionale dello Stelvio
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Ultima visita: 05/05/2026

Accesso

Il Parco Nazionale dello Stelvio è raggiungibile da tre versanti principali. Dal versante lombardo occidentale si utilizza la strada statale SS36 da Milano verso Lecco e Colico, proseguendo sulla SS38 dello Stelvio fino a Bormio (Alta Valtellina); in alternativa si percorre l'autostrada A4 Milano–Venezia con uscita Brescia Ovest, poi la SS42 in Valle Camonica fino a Ponte di Legno, accedendo al settore bresciano del parco (comuni di Ponte di Legno, Temù, Vezza d'Oglio, Vione). Dal versante altoatesino si utilizza l'autostrada A22 del Brennero con uscita Bolzano Sud, proseguendo sulla SS38 che percorre la Val Venosta fino a Malles Venosta; le valli laterali del parco (Martello, Trafoi, Val d'Ultimo) sono raggiungibili con strade provinciali. Dal versante trentino si esce dalla A22 a Mezzocorona-San Michele all'Adige, si percorre la SS43 verso Cles e si prosegue sulla SS42 verso il Passo del Tonale, accedendo alle valli di Rabbi e di Peio. La sede principale dell'Ente Parco lombardo si trova a Bormio (SO), in via De Simoni 42; il comitato altoatesino ha sede a Glorenza (BZ); quello trentino a Cogolo di Peio (TN). Il collegamento ferroviario per il versante lombardo è la linea Milano–Sondrio–Tirano (Trenord), poi autobus per Bormio e le vallate dell'Alta Valtellina; per il settore altoatesino si usano le linee Bolzano–Merano–Malles con autobus provinciali. I principali aeroporti di riferimento sono Milano Malpensa e Milano Linate per il settore lombardo, Innsbruck e Verona per il settore altoatesino e trentino. Il Passo dello Stelvio (2.757m) è accessibile in auto da fine maggio a inizio novembre, stagionalità che regola l'accesso diretto tra Bormio e la Val Venosta.

Introduzione

Il Parco Nazionale dello Stelvio è uno dei più antichi parchi naturali italiani, istituito con legge n. 740 del 24 aprile 1935, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 129 del 3 giugno 1935, allo scopo di tutelare la flora, la fauna e il paesaggio del massiccio montuoso Ortles-Cevedale. Si estende nel cuore delle Alpi Centrali su una superficie di 130.734 ettari, nelle province di Sondrio e Brescia per la Lombardia, nelle province di Bolzano e Trento per il Trentino-Alto Adige, comprendendo ventiquattro comuni. Il 75% del territorio si trova al di sopra dei 2.000m di quota, con un dislivello eccezionale dai 650m dei fondovalle fino ai 3.905m della cima dell'Ortles, la più alta vetta del Trentino-Alto Adige. Il parco confina a nord con il Parco Nazionale Svizzero dell'Engadina, a sud con il Parco Naturale Adamello-Brenta e il Parco Regionale dell'Adamello: l'insieme di queste aree protette forma un continuum di quasi 400.000 ettari nel cuore delle Alpi, una delle macroaree protette più estese d'Europa. La governance del parco è unica nel panorama dei parchi nazionali italiani: è amministrato da un Consorzio costituito dal Ministero dell'Ambiente, dalla Regione Lombardia e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, con tre comitati di gestione settoriali operativi.

Descrizione

Il cuore geografico del parco è il massiccio Ortles-Cevedale, che racchiude alcune delle vette più alte delle Alpi orientali: l'Ortles (3.905m) è la cima più elevata, seguito dal Gran Zebrù (3.857m), dal Cevedale (3.769m) e dalla Punta Thurwieser (3.652m). La dorsale principale, che percorre il confine tra Lombardia e Trentino-Alto Adige, origina il Passo dello Stelvio (2.757m) — il secondo valico asfaltato più alto delle Alpi, collegamento storico tra Bormio e la Val Venosta. La strada che lo raggiunge, costruita tra il 1818 e il 1825 su progetto dell'ingegner Carlo Donegani per volontà dell'imperatore Francesco II d'Asburgo, percorre 88 tornanti (48 sul versante altoatesino, 40 su quello lombardo) su un dislivello di circa 1.900m. Dai versanti del massiccio si dipartono numerose valli laterali, ciascuna con caratteri propri: la lunga Val Martello con la testata dominata dal Cevedale, la Val d'Ultimo verde e ricca d'acque, la valle di Trafoi sovrastata dall'Ortles, la Val Zebrù celebre per le sue popolazioni di stambecchi e cervi, la Valle di Rabbi e la Valle di Peio sul versante trentino con le loro acque minerali e curative. Sul versante lombardo la Valfurva ospita il Ghiacciaio dei Forni — il più vasto ghiacciaio vallivo alpino d'Italia — che costituisce una delle più significative masse glaciali delle Alpi e un indicatore fondamentale del cambiamento climatico.

La vegetazione si articola in fasce altitudinali nette. I fondovalle più protetti (in particolare la Val Venosta) presentano condizioni xeroterme con vegetazione steppica; salendo compaiono i boschi di abete rosso (Picea abies), larice (Larix decidua), abete bianco (Abies alba) e pino cembro (Pinus cembra) — il cembro, specie simbolo delle Alpi, forma i caratteristici "cembreti" fino al limite del bosco. Al di sopra del bosco si estende la prateria alpina, ricca di specie rare come la stella alpina (Leontopodium alpinum), le genziane, la sassifraga e numerose campanule. Sopra i 2.500-2.700m la vegetazione si fa sempre più rada, con le comunità pioniere dei ghiaioni e delle creste ventose, fino ai ghiacciai perenni che coprono ampie superfici del massiccio. La flora totale supera le 2.000 specie vascolari. In Val Venosta, dove le precipitazioni sono scarse, antichi canali d'irrigazione detti "Waale" portano le acque di scioglimento dei ghiacciai ai terrazzi coltivati, in una pratica agricola secolare. Le malghe e i casali di montagna — a quote fino a 2.000m — caratterizzano il paesaggio antropico del parco.

La fauna conta oltre 260 specie di vertebrati e rappresenta uno degli ecosistemi alpini più integri d'Italia. I "Big 5" del parco — stambecco (Capra ibex), camoscio (Rupicapra rupicapra), cervo (Cervus elaphus), aquila reale (Aquila chrysaetos) e gipeto (Gypaetus barbatus) — sono le specie simbolo. Lo stambecco, estinto in Lombardia nell'Ottocento, fu reintrodotto nel 1967 nella Val Zebrù con il rilascio di 29 capi e conta oggi diverse centinaia di esemplari. Il gipeto barbuto — il più grande rapace europeo con un'apertura alare fino a 2,8m — si era estinto sulle Alpi all'inizio del XX secolo a causa della persecuzione umana: il progetto coordinato di reintroduzione, avviato sulle Alpi negli anni Ottanta, ha riportato questa specie a nidificare nel parco, con una coppia stabile in Val Zebrù. L'aquila reale (Aquila chrysaetos) nidifica in diverse coppie nel territorio. I galliformi alpini sono rappresentati da tutte le specie italiane: pernice bianca (Lagopus muta), coturnice (Alectoris graeca), gallo cedrone (Tetrao urogallus), gallo forcello (Lyrurus tetrix) e francolino di monte (Tetrastes bonasia). Tra i mammiferi si trovano anche marmotta (Marmota marmota), lepre bianca (Lepus timidus), ermellino (Mustela erminea) e, con avvistamenti saltuari provenienti dal vicino Parco Adamello-Brenta, orso bruno (Ursus arctos), lince (Lynx lynx) e lupo (Canis lupus italicus).

Il territorio del parco conserva numerose testimonianze storiche e culturali stratificate. La Linea Cadorna — sistema difensivo costruito dall'Italia nella prima guerra mondiale lungo le creste alpine — attraversa il settore trentino con trincee, gallerie e postazioni ancora visibili. Le malghe e i caseifici tradizionali mantengono vive le forme di alpicoltura della Valtellina e della Val Venosta. Le terme di Bormio, già note ai Romani e ampiamente frequentate nel Medioevo, costituiscono una delle tradizioni balneari di alta montagna più antiche d'Italia. Il Passo dello Stelvio è una delle salite più celebrate del Giro d'Italia: la sua conquista è stata teatro di alcune delle imprese più memorabili della storia del ciclismo. L'Alta Via dell'Ortles — percorso ad anello di 119km in sette tappe tra la Valtellina e la Val Venosta — è l'itinerario escursionistico principale del parco; il Giro del Confinale offre un'alternativa di due-quattro giorni nel settore lombardo.

Informazioni

Dati generali

Tipologia: Parco Nazionale
Anno di istituzione: 1935 (Legge n. 740 del 24 aprile 1935; G.U. n. 129 del 3 giugno 1935); ampliamento: D.P.R. 23 aprile 1977; nuova perimetrazione: D.P.R. 7 luglio 2006; Consorzio: D.P.C.M. 26 novembre 1993
Organismo di gestione: Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio (Ministero dell'Ambiente + Regione Lombardia + Province Autonome di Trento e Bolzano)
Ente di riferimento: Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Superficie: 1.307,34 km²
Altitudine minima: ~650m
Altitudine massima: 3.905m
Maggior elevazione: 3.905m – Ortles / Ortler (Stilfs / Stelvio BZ)
Regione/i: Lombardia · Trentino-Alto Adige
Province: Bolzano · Brescia · Sondrio · Trento
Comuni interessati — Lombardia, Provincia di Brescia (BS): Ponte di Legno – Temù – Vezza d'Oglio – Vione
Comuni interessati — Lombardia, Provincia di Sondrio (SO): Bormio – Livigno – Sondalo – Valdidentro – Valdisotto – Valfurva
Comuni interessati — Trentino-Alto Adige, Provincia di Bolzano (BZ): Glorenza (Glurns) – Laces (Latsch) – Lasa (Laas) – Malles Venosta (Mals) – Martello (Martell) – Prato allo Stelvio (Prad am Stilfser Joch) – Silandro (Schlanders) – Stelvio (Stilfs) – Tubre (Taufers im Münstertal) – Ultimo (Ulten)
Comuni interessati — Trentino-Alto Adige, Provincia di Trento (TN): Peio – Pellizzano – Rabbi – [24° comune da verificare su MASE]
Sito web ufficiale: https://www.stelviopark.it

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