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Bivacco Carpano, dalla diga di Teleccio

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A cura di:

Ultimo rilievo: 23/09/2025
Aggiornato il: 23/09/2025
Lunghezza
0.00 Km
Tempo di andata
18h36'
Tempo di ritorno
18h36'
Periodo consigliato

Accesso

Il punto di partenza è la diga di Teleccio (1917 m), raggiungibile in auto dal paese di Rosone (frazione di Locana), seguendo la strada asfaltata che risale il Vallone di Piantonetto fino al parcheggio in prossimità dello sbarramento.  
La strada è stretta e tortuosa, in alcuni tratti a carreggiata unica con piazzole di scambio: occorre procedere con prudenza, in particolare nei periodi di maggior affluenza. Non sono presenti collegamenti di linea regolari fino alla diga: gli ultimi servizi pubblici raggiungono la zona di Locana e Rosone.

Introduzione

L’escursione al Bivacco Gino Carpano si sviluppa nell’alta Valle dell’Orco, comune di Locana (TO), all’interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il percorso permette di raggiungere una delle postazioni più panoramiche del Vallone di Piantonetto, affacciata sulla testata dominata dalla Roccia Viva (3650 m), dal Monte Nero (3422 m), dalla Torre del Gran San Pietro (3692 m) e dal Becco di Valsoera (3369 m).  
Il sentiero presenta tratti tecnici, con catene e gradini metallici a supporto della progressione, motivo per cui è classificato come itinerario per escursionisti esperti (EE). L’ambiente attraversato alterna boschi di larici, pianori prativi e morene glaciali, con interessanti testimonianze dell’uso pastorale e alpinistico di questa valle, storicamente frequentata per l’accesso a cime di rilievo del massiccio.

Descrizione

Dal parcheggio presso lo sbarramento della diga di Teleccio si segue una stradina sterrata lungo la sponda sinistra del lago, indicata da segnaletica per il Rifugio Pontese. Si attraversa un tratto parzialmente interessato da frane e si percorre l’intero tracciato fino al suo termine, dove inizia il sentiero vero e proprio.  
La traccia, inizialmente immersa in un bosco di larici, risale con ripidi tornanti a fianco di una barra rocciosa. Superata questa fascia, il sentiero si distende tra praterie e rocce montonate, fino a raggiungere il Rifugio Pontese (2193 m, circa 1 h, +276 m).

Oltre il rifugio, il sentiero prosegue in direzione nord, costeggiando affioramenti levigati dai ghiacciai e superando due piccoli impluvi. Avvicinandosi a un immissario del lago di Teleccio, si tralascia il ponte che lo attraversa (direzione Colle dei Becchi o Alpe del Teleccio) e si continua sulla destra, guadando un torrentello di maggiore portata con l’aiuto di passerelle di legno.  
In breve si giunge all’alpeggio della Muanda di Teleccio (2217 m, 0.20 h dal rifugio), costituito da basse costruzioni ancora in uso durante la stagione estiva.

Alle spalle dell’alpeggio il sentiero si fa meno evidente, prosegue tra blocchi e pietraie e guadagna quota seguendo ometti e segnavia. Si risale il fianco sinistro idrografico di un piccolo torrente, che viene presto attraversato per guadagnare la sponda opposta.  
Dopo circa 100 m di dislivello si devia a sinistra seguendo bolli rossi, poco marcati ma presenti, che portano ad aggirare un risalto roccioso. L’itinerario entra quindi in un canale percorso da un ruscello: qui inizia il tratto attrezzato con catene e gradini, utile per superare un centinaio di metri di rocce ripide.  
Terminata la sezione con attrezzature fisse, si supera un pendio erboso e ci si porta a destra di un costone. Successivamente il percorso piega a sinistra, rimonta una balza rocciosa (segnalata con un grande ometto) e raggiunge una targa commemorativa poco sotto la meta. In breve si raggiunge il Bivacco Gino Carpano (2880 m, 1.40 h dalla Muanda, circa 3 h totali dalla diga, +663 m), situato ai piedi di un’imponente morena che si sviluppa verso la testata della valle.

Ci siamo stati