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Lago Vargno
Report della gita
Piacevole e rilassante escursione, poco più che una passeggiata, ad un idilliaco lago alpino, nella Riserva Naturale del Mont Mars.I caldi colori autunnali hanno reso la gita ancora più gratificante. E' possibile estendere l'escursione agli altri laghi superiori , al Rifugio de la Barma, o ai vari colli che comunicano con il Biellese.
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero:strada poderale con qualche tratto di asfalto
Pericolo Oggettivo:nessuno
Tratti esposti:nessuno
Rischio valanghe:
Affollamento: 2 escursionisti e 2 bikers
Condizioni meteo
Cielo: sereno
Temperatura: gradevole con qualche folata di vento
Condizioni neve:
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna:
Flora:
Galleria fotografica
Massa del Turlo
Report della gita
La Massa del Turlo è una vetta con panorama sconfinato a 360° su laghi, montagne e pianura. Comodo l'accesso in auto fino all'Alpe Piane di Cervarolo; la strada è oggi completamente asfaltata. In caso di neve considerare però che la stessa viene pulita solo fino all'ultima frazione di Cervarolo. Escursione non particolarmente impegnativa , ma molto appagante per la vista eccezionale una volta arrivati in cima. E' una classica anche per le ciaspole e lo scialpinismo. Anche quest'anno, finora, di neve se n'è vista poca, per cui oggi, a parte qualche breve tratto ghiacciato, l'itinerario è risultato quasi completamente pulito.
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero:buone; ottimi segnavia
Pericolo Oggettivo: alcuni tratti ghiacciati
Tratti esposti:nessuno
Rischio valanghe:
Affollamento: una decina di escursionisti hanno raggiunta la vetta dai vari versanti
Condizioni meteo
Cielo: sereno
Temperatura: molto bassa con vento freddo soprattutto in cima
Condizioni neve: poca e prevalentemente ghiacciata
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna:
Flora:
Galleria fotografica
Punta Leretta
Report della gita
Bella e facile escursione sulla neve che conduce su una vetta molto panoramica ( si vedono, tra gli altri, M.Rosa, Cervino, Grivola, Gran Paradiso, Monviso. Il M. Mars domina buona parte dell'itinerario). Prima parte dell'escursione su strade poderali battute. Poi traccia evidente nel bosco rado fino in cresta. L'escursione può terminare sulla vera vetta della Leretta, quota m 1997, ma vale la pena di proseguire oltre fino alla vetta "est" quota 2055 circa, per vedere il bellissimo pianoro di Pian dou Juc. Ottime le paline segnavia per le ciaspole con i tre itinerari ben segnati ( rosso, verde e blu). E' consigliabile salire da una parte e rientrare dall'altra facendo così un bel giro ad anello.
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero: traccia evidentissima
Pericolo Oggettivo:nessuno
Tratti esposti:nessuno
Rischio valanghe: inesistente
Affollamento:discreto alla partenza, poi scarso.
Condizioni meteo
Cielo:sereno
Temperatura:gradevole
Condizioni neve: battuta; la prima parte su poderale fatta senza ciaspole
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna:
Flora:
Galleria fotografica
Monte Zeda
Report della gita
La salita al Monte Zeda, più familiarmente chiamato "La Zeda", permette di assaporare un panorama a 360°, pressochè sconfinato. Inoltre consente di percorrere la lunga Strada Cadorna, facente parte della più complessa Linea Cadorna , fatta edificare nel corso del primo conflitto mandiale, dall'allora Capo di Stato Maggiore dell'esercito , generale Luigi Cadorna, sul confine italo-svizzero, poichè si temeva un'invasione da nord delle truppe austro-tedesche. Lungo il tragitto sono presenti pannelli esplicativi in merito. Il Bivacco Pian vadà è chiuso. Per avere le chiavi occorre telefonare alla sede del Parco Nazionale della Valgrande, proprietario dell'immobile. A pochi metri di distanza è presente un piccolo bivacco sempre aperto, con due posti letto e nient'altro. La strada Cadorna risulta essere ancora in ottimo stato di conservazione e permette una salita regolare su una pendenza lieve e costante. Solo alla fine della strada, all'attacco della cresta finale, si percorre l'unica parte ripida dell'itinerario. Escursione vivamente consigliata soprattutto in una giornata dal cielo limpido e terso. Il panorama che si apprezza dalla vetta è di quelli che non si dimenticano facilmente...
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero: ottime; solo in cresta qualche zona di sentiero era coperta dalla neve
Pericolo Oggettivo:nessuno
Tratti esposti: qualche breve tratto
Rischio valanghe: nullo
Affollamento: escursione in completa solitudine
Condizioni meteo
Cielo: sereno con qualche velatura
Temperatura:decisamente mite per il periodo
Condizioni neve:
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna: aquila, camosci
Flora:crocus
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Cima Morissolo e Monte Morissolino
Report della gita
Piacevole escursione, breve e poco faticosa, che permette di assaporare bellissimi panorami sul Lago Maggiore e sulle Alpi, ma anche di visitare dal vivo le opere di fortificazione della Linea Cadorna.
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero:ottime
Pericolo Oggettivo:nessuno
Tratti esposti:un breve tratto sotto la cima del Morissolo
Rischio valanghe:
Affollamento:discreto
Condizioni meteo
Cielo:sereno con qualche velatura
Temperatura:elevata ma con una gradevole brezza
Condizioni neve:
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna:aquila
Flora:molteplici piante grasse, giglio rosso, giglio di monte, ginestre
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Cavallo di Ro
Report della gita
Il Cavallo di Ro è l'ultimo risalto erboso della lunga cresta discendente dal Passo del Fornalino, divisorio con la Val Bognanco.Molto panoramico e facilmente accessibile dalla graziosa frazione di Cheggio ( m1500), dove è situato il Rifugio CAI Città di Novara ( Il gestore Sig. Mariano è una persona veramente disponibile e gentile).Unico neo la palina fuorviante una volta arrivati in cima che indica l'alternativa di discesa con un itinerario ad anello ( segnavia C22 indicato su quasi tutte le carte), che in realtà non esiste più. L'opzione sarebbe di proseguire in direzione del Passo del Fornetto, per poi scendere fino agli Alpi di Cama e Alpi di Campo, ma questo allungherebbe notevolmente il giro ed il punto di arrivo non coinciderebbe con quello di partenza. Meglio rientrare da dove si è saliti, per evitare inutili e faticose "ravanate" alla ricerca del sentiero, per poi dovere risalire in cima.
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero:buone fino in cima. Evitare il giro ad anello per il rientro in quanto il sentiero C22 non esiste.
Pericolo Oggettivo:nessuno
Tratti esposti:nessuno
Rischio valanghe:
Affollamento: molto scarso
Condizioni meteo
Cielo: sereno con un pò di foschia
Temperatura:molto elevata
Condizioni neve:
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna:marmotte
Flora:numerosissime varietà
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Monte Bo di Valsesia
Report della gita
Salita ad una classica cima della media Valsesia, con panorama notevole nelle belle giornate. L'escursione diventa più appagante se si intraprende la discesa sul versante opposto a quello di salita, attraverso la Colma Colora o Bocchetta del Bo ( m 2023), effettuando un bel giro ad anello e visitando i bellissimi Alpi di Meggiana ( Posto di ristoro - Rifugio Meggiana). Volendo ulteriormente allungare il giro, una volta arrivati alla Colma Colora, anzichè scendere a sinistra verso Meggiana, si può continuare diritti verso il Testone Tre Alpi ( m 2.081) la cima più elevata della zona ( 20 minuti circa dalla bocchetta) e proseguire poi con un bellissimo itirario di cresta che tocca la Bocchetta delle Varalle, Cima delle Bose e la Crocetta, da cui si rientra verso Meggiana. Gli irriducibili possono proseguire eventualmente fino alla Cima d'Ometto m 1912, affacciata sull'anfiteatro di Mera. Effettuando l'escursione in questo periodo si potrà godere di un'eccezionale fioritura di rododendri, che ci accompagnerà per buona parte della gita.
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero:ottime fino in cima e in discesa fino alla Colma Colora; sentiero a tratti poco visibile dalla Colma fino alla nuova pista ciclabile.
Pericolo Oggettivo:nessuno
Tratti esposti:nessuno
Rischio valanghe:
Affollamento:scarso
Condizioni meteo
Cielo:alternananza di sole e nuvole
Temperatura:variabile ( calda col sole, freschina con le nuvole)
Condizioni neve:
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna:
Flora:
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Pizzo Pioltone ( Camoscellahorn)
Report della gita
La Val Bognanco è veramente bella! Meno conosciuta di altre valli più blasonate e frequentate, forse per la mancanza di vette "alte" ( il Pizzo Straciugo con i suoi 2715 m è la cima più alta della valle), riserva in realtà tutto quello che la montagna può offrire: boschi, prati, torrenti, numerose cime molto appaganti, panorami estesissimi, alpeggi, rifugi, ed un incredibile numero di laghi, uno più bello dell'altro. Solo nella salita al Pizzo Pioltone se ne toccano 3, il Lago di Ragozza, nelle vicinanze del Rifugio Gattascosa, il Lago di Monscera, appena prima dell'omonimo passo, ed il Lago di Agro, dall'intensa colorazione verde smeraldo, più defilato ed al di fuori dei più classici itinerari escursionistici della zona. Il panorama che si gode dalla cima ( libro di vetta ) è impagabile; montagne a perdita d'occhio.
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero:ottime
Pericolo Oggettivo:nessuno
Tratti esposti:nessuno.
Rischio valanghe:
Affollamento:molto scarso, soprattutto in considerazione del periodo. Nessuno in vetta.
Condizioni meteo
Cielo: sereno con un pò di nuvolaglia
Temperatura: gradevole
Condizioni neve:
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna:
Flora:
Galleria fotografica
Testa Cordella e Col Flassin
Report della gita
La salita alla Testa Cordella , oltre che appagare per il bellissimo panorama dalla vetta, permette di percorrere per intero la splendida Comba Flassin, passando dai prati e boschi del fondovalle, alla parte terminale del vallone. Il colpo d'occhio che si ha quando si esce dagli ultimi larici ed appare la testata è veramente notevole. Una volta giunti al termine della lunga e mediamente ripida strada poderale ( Tsa de Flassin), si aprono varie alternative. Oltre alla salita alla Testa Cordella, è possibile raggiungere ben 3 colli : Col Fenetre, che si apre sul Vallone di Verrogne ( Vètan), Colle di Vertosan e Col Flassin , sul vallone di Vertosan.E' inoltre possibile raggiungere il Mont Flassin, con un a salita un pò più impegnativa (difficoltà T3). Unico neo dell'escursione la segnaletica che dopo la Tsa de Flassin, relativamente alla salita alla Testa Cordella, risulta ormai quasi inesistente. I bolli e segnavia gialli sono stinti e poco visibili, ed anche il sentiero in molti punti è di difficile reperibilità. Occorrerebbe un intervento di "rinfresco".
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero:facile fino alla Tsa de Flassin, poi radi e stinti segni gialli
Pericolo Oggettivo:nessuno
Tratti esposti:nessuno
Rischio valanghe:
Affollamento:1 esursionista e 2 bikers sulla poderale. Dopo la Tsa completa solitudine.
Condizioni meteo
Cielo:sereno con poche nuvole
Temperatura:gradevole
Condizioni neve:
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna:
Flora:
Galleria fotografica
Alta Luce ( Hochliecht)
Report della gita
La salita a questa cima, con la splendida giornata trovata, è quanto di meglio un escursionista possa desiderare. La vista spazia su una cerchia di montagne impressionante, Gran Paradiso, Grivola, Emilius, Gran Sassière, M. Bianco, Gran Combin, sulla pianura piemontese e lombarda, ma soprattutto sui vicinissimi ghiacciai del M. Rosa, che, nonostante il forte regresso, lasciano sempre a bocca aperta. Alla salita lungo il bel vallone di Salza, si può abbinare la discesa attraverso il vallone di Moos, che, nonostante la presenza di strade ed impianti di risalita, permette di realizzare un giro ad anello di grande soddisfazione.
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero:ottime , ottimi segnavia.
Pericolo Oggettivo:nessuno
Tratti esposti:nessuno
Rischio valanghe:
Affollamento: solo due escursionisti inglesi in salita verso il Rif. Mantova.
Condizioni meteo
Cielo: sereno e terso
Temperatura: fredda, -2° alla partenza.
Condizioni neve:
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna: marmotte ed uno stambecco
Flora:
Galleria fotografica
Cima Mares
Report della gita
Che bello indossare nuovamente lo zaino, dopo un lungo periodo di forzata inattività, a causa di un serio infortunio alla spalla. Nonostante tutto, anche se non al top, ho potuto gustare questa bella escursione ad una cima molto panoramica su monti e pianura. Oggi, per la verità, la pianura era per lo più celata da una cortina di foschia marroncina. Da qui, più che mai , ci si rende conto di cosa respiriamo quando le "polveri sottili" incombono sulla pianura. Altro discorso verso le montagne, dove l'aria era visibilmente più pulita e sana. Itinerario semplice su strada poderale. Conviene, al primo bivio, tenere la destra per raggiungere la cima passando prima dalle Rocche di San Martino e poi per cresta. Noi abbiamo proseguito diritti ed, ad un certo punto, la strada è interrotta da una recinzione delimitante una presa dell'acqua. Comunque da questo punto, seguendo in parte le paline del TMS ( Trail del Monte Soglio) ed alcuni bolli blu, e puntando alle ultime baite sotto il crinale si giunge facilmente al Rifugio San Bernardo di Mares. Poi in pochi minuti si arriva in cima. Segnalo che, dal rifigio, in circa 1 ora e 20 minuti, si può arrivare sul Monte Soglio , 1970 m, dove è presente una bella statua della Madonna e dove il panorama si apre ulteriormente ( si vede persino il Cervino !).
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero:buone. Forse necessiterebbe una palina al primo bivio
Pericolo Oggettivo:nessuno
Tratti esposti:nessuno
Rischio valanghe:
Affollamento:nessuno
Condizioni meteo
Cielo:sereno verso i monti; foschia estesa verso la pianura
Temperatura:gradevole
Condizioni neve: solo qualche chiazza in cima
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna:caprioli e un canide ( lupo?)
Flora: un solo crocus
Galleria fotografica
Pizzo Nona o Spinzon della Benna
Report della gita
Bellissima e lunga escursione circolare alla scoperta di un angolo piuttosto selvaggio della Val Mastallone ( laterale della Valsesia). Al bel sentiero fino all'Alpe Rossa inferiore, fa seguito un tratto piuttosto disagevole oltre tale alpeggio. Il sentiero ritorna evidente quando ci si approssima alla testata del lungo vallone , raggiungendo velocemente il punto di appoggio Alpe Helo , del CAI di Varallo ed il colle della Dorchetta, che porta in valle Anzasca. Da qui, a parte una traccia semipianeggiante che parte a sinistra in diagonale, non esiste più sentiero, se non piccoli tratti di sparute tracce , per cui occorre districarsi alla meglio su pendii decisamente ripidi e puntare alla cresta verso sinistra , fino a raggiungerla in corrispondenza di due grossi ometti di pietra. Dirigendosi poi a destra, in una ventina di minuti, si tocca la grossa croce ( libro di vetta ) con un panorama estesissimo di prim'ordine. La fatica viene ampiamente ripagata. Per la discesa si può optare per l'itinerario di salita, oppure percorrere la lunga cresta che con molti saliscendi e alcuni tratti in cui è necessario aiutarsi con le mani, ci riporta nei pressi dell'Alpe Res, toccando anche la vetta del Monte Tracciora ( m 1856), che potrebbe rappresentare un itinerario a sè stante, decisamente meno impegnativo, ma sicuramente remunerativo.
Informazioni generali
Condizioni via o sentiero:buone fino all'Alpe Rossa inferiore. Nessun segnavia oltre il Colle della Dorchetta
Pericolo Oggettivo: qualche pendio ripido con erba scivolosa
Tratti esposti: alcuni in cresta
Rischio valanghe:
Affollamento:nessuno
Condizioni meteo
Cielo: sereno con poche nuvole
Temperatura: decisamente elevata
Condizioni neve:
Condizioni ghiacciaio:
Avvistamenti
Fauna: aquila e 2 vipere
Flora:
Galleria fotografica
Nessun risultato
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