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Bosnia ed Erzegovina

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Ultima visita: 12/04/2026

Accesso

La Bosnia ed Erzegovina è raggiungibile dall'Italia principalmente via terra attraverso la Croazia. Il percorso più frequentato dall'Italia parte da Trieste o da Venezia, attraversa la Slovenia e la Croazia lungo l'autostrada A1 croata (Autocesta Zagreb–Split), e raggiunge il confine bosniaco all'altezza di Livno o di Mostar; una variante più settentrionale entra in Bosnia da Slavonski Brod. Da Zagabria, la distanza da Sarajevo è di circa 400 km su strade nazionali; la rete autostradale bosniaca è ancora in sviluppo e di estensione limitata, con l'autostrada [A1] che collega Sarajevo con i corridoi nord e sud del paese. Le strade statali sono generalmente percorribili ma richiedono tempi di transito superiori alle autostrade per i numerosi tratti di montagna. L'aeroporto principale del paese è l'Aeroporto Internazionale di Sarajevo (SJJ), con voli per le principali destinazioni europee; scali secondari si trovano a Banja Luka e Mostar. La rete ferroviaria è modesta e parzialmente operativa dopo i danni della guerra del 1992–1995; i treni collegano Sarajevo con Mostar, Banja Luka e la linea internazionale verso Zagreb. Per le aree montane dell'interno — incluso il Parco Nazionale di Sutjeska e il massiccio del Maglić — l'accesso è esclusivamente su strada, spesso sterrata, con percorsi da pianificare in anticipo poiché la segnaletica non è uniforme. In alcune zone del paese rimangono aree soggette a bonifica da mine antiuomo ereditate dal conflitto; è consigliabile non abbandonare i percorsi segnalati.

Introduzione

La Bosnia ed Erzegovina è uno Stato dell'Europa sud-orientale, collocato nella parte centrale della penisola balcanica. Il territorio, diviso tra le due regioni storiche della Bosnia a nord e dell'Erzegovina a sud, è prevalentemente montuoso: le Alpi Dinariche attraversano il paese in direzione nord-ovest–sud-est, con cime che superano i 2.000 m e con il Maglić (2.386 m) come punto più elevato, posto al confine con il Montenegro. L'unico sbocco sul mare Adriatico è un corridoio costiero di circa 20 km intorno alla cittadina di Neum. Il paese confina con la Croazia a nord e a ovest, con la Serbia a est, con il Montenegro a sud-est e con il Montenegro e la Croazia lungo la porzione di costa dalmata. L'assetto istituzionale, definito dagli Accordi di Dayton del 1995 che posero fine alla guerra civile del 1992–1995, è tra i più complessi d'Europa: il paese è composto da due entità distinte — la Federazione di Bosnia ed Erzegovina e la Repubblica Serba (Republika Srpska) — e da un distretto autonomo (Brčko), con un sistema di governance parallelo che riflette la composizione etnica tripartita: bosniaci di fede islamica, serbi di fede ortodossa e croati di fede cattolica. Il paese è candidato all'adesione all'Unione Europea.

Descrizione

Il territorio bosniaco-erzegovese si estende per 51.201 km² e presenta un'altitudine media elevata: le Alpi Dinariche, sistema carsico di rocce calcaree, occupano la quasi totalità della superficie montuosa, con altopiani, polje (depressioni carsiche di fondovalle), gole profonde e valli strette. Il nord — la regione storica della Posavina — è pianeggiante e fertile, drenato dalla Sava che segna il confine con la Croazia. Il sistema fluviale principale è tributario del Danubio: la Drina segna il confine con la Serbia, la Bosnia scorre attraverso il cuore del paese, la Vrbas e la Una completano la rete idrografica settentrionale. A sud, il bacino del fiume Neretva drena l'Erzegovina verso l'Adriatico. I laghi naturali sono rari; il maggiore, il Blidinje, ha dimensioni variabili e superficie limitata. Le foreste, in prevalenza di faggio (Fagus sylvatica) e abete (Picea abies), coprono circa il 43% della superficie nazionale.

La storia della regione è segnata da stratificazioni culturali plurisecolari. Il territorio fu abitato da popolazioni illiriche e poi romanizzato come provincia di Dalmatia et Pannonia. Nel Medioevo, il regno di Bosnia (XII–XV sec.) sviluppò un'identità propria, con una chiesa autocefala — la Chiesa bosniaca — e una tradizione culturale espressa nelle stele funerarie monolitiche dette stećci, iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2016. La conquista ottomana tra il 1463 e il 1482 introdusse l'Islam come confessione prevalente tra le élite locali, determinando la struttura confessionale tripartita tuttora vigente. L'occupazione austro-ungarica (1878–1918) portò modernizzazione amministrativa, infrastrutture ferroviarie e architettura di stile mitteleuropeo, tuttora visibile a Sarajevo. L'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo il 28 giugno 1914 innescò la Prima guerra mondiale. Dopo il 1945, la Bosnia ed Erzegovina divenne una delle sei repubbliche federali della Iugoslavia di Tito, con Sarajevo protagonista delle Olimpiadi Invernali del 1984. La dissoluzione della Iugoslavia aprì nel 1992 una guerra di aggressione e pulizia etnica che causò circa 100.000 morti e quasi 2 milioni di profughi, con le atrocità del massacro di Srebrenica (1995) riconosciute come genocidio dal Tribunale Penale Internazionale per la ex Iugoslavia.

L'economia, gravemente compromessa dalla guerra, si è lentamente ripresa grazie agli aiuti internazionali, ai fondi UE e allo sviluppo di settori come il legname, il turismo e l'industria manifatturiera leggera. Il PIL pro capite rimane tra i più bassi d'Europa, con un tasso di disoccupazione strutturalmente elevato. L'artigianato tradizionale — la lavorazione del rame, i tappeti kilim, la filigrana e la lavorazione del legno — è una componente identitaria della produzione locale, in particolare nel Bazar ottomano di Sarajevo (Baščaršija). La gastronomia mescola influenze ottomane e centro-europee: il ćevapi (strisce di carne trita alla griglia servite con pane somun e cipolla), il burek (sfoglia ripiena di carne o formaggio) e il šiš ćevap sono piatti emblematici.

Il sistema delle aree protette comprende cinque parchi nazionali. Il Parco Nazionale di Sutjeska (1962), il più antico del paese, nel settore sud-orientale al confine con il Montenegro, ospita il Maglić e la Foresta di Perućica — una delle ultime foreste primordiali d'Europa, con alberi di faggio (Fagus sylvatica) e abete (Picea abies) pluricentenari e la cascata Skakavac (75 m). Il monte Zelengora, nel medesimo parco, presenta sette laghi glaciali. Il Parco Nazionale di Kozara, nel nord-ovest, è caratterizzato da foreste collinari. Il sito UNESCO degli stećci testimonia una produzione monumentale funeraria medievale distribuita in tutto il territorio.

L'escursionismo in Bosnia ed Erzegovina si sviluppa principalmente nel Parco Nazionale di Sutjeska e nelle montagne dinariche. Il trekking da Tjentište al Maglić (andata e ritorno circa 26 km, 1.800 m D+) è il percorso più impegnativo e noto del paese. La Via Dinarica White Trail attraversa anche il territorio bosniaco nelle sue varianti alpine, collegando la Slovenia al Kosovo attraverso le Alpi Dinariche. Le montagne di Bjelašnica e Jahorina, sede delle gare olimpiche di sci nel 1984 e ora riconvertite al turismo montano, offrono sentieri estivi e impianti di risalita ancora funzionanti. Il rafting sul fiume Tara, al confine con il Montenegro nel Parco Nazionale di Sutjeska, è una delle attività outdoor più praticate.

La tradizione alpinistica della Bosnia ed Erzegovina è legata alle cime dinariche. Il Maglić (2.386 m) è la vetta più alta e meta alpinistica per eccellenza: l'ascesa dalla sella di Prijevor (circa 4 ore) è un percorso semitecnico con tratti attrezzati su roccia carsica; la vetta, posta esattamente al confine con il Montenegro, si raggiunge da Tjentište. Il Monte Prenj, con la sua cresta rocciosa sopra Mostar, è una delle pareti più severe dei Balcani occidentali e offre itinerari di alpinismo su roccia calcarea di qualità elevata. La via ferrata sui Hajdučki i Rožanski kukovi nel Parco Nazionale del Velebit settentrionale (Croazia) è spesso abbinata al trekking nella Bosnia settentrionale.

Il trail running in Bosnia ed Erzegovina è in crescita, con un territorio ricco di dislivelli e terreno tecnico. La Bosnia Herzegovina Ultra Trail (BHUT) e alcune gare locali nelle montagne intorno a Sarajevo sono gli eventi di riferimento nazionali. Il Bjelašnica Trail, sulle montagne olimpiche a pochi chilometri dalla capitale, è uno dei circuiti più frequentati. Le condizioni di percorribilità possono essere variabili in ragione della segnaletica incompleta e delle aree ancora soggette a bonifica da mine.

Informazioni

Dati generali

Capitale: Sarajevo
Superficie: 51.201 km²
Altitudine minima: 0m (costa adriatica a Neum)
Maggior elevazione: 2.386m – Maglić
Numero abitanti: 3.390.000 (stima 2026)
Nome ufficiale: Bosna i Hercegovina
Nome degli abitanti: bosniaci
Entità: Federazione di Bosnia ed Erzegovina – Repubblica Serba (Republika Srpska) – Distretto di Brčko
Nazioni confinanti: CroaziaMontenegroSerbia
Sito istituzionale: https://www.fbihvlada.gov.ba

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