TOR100 Cervino - Monte Bianco
Descrizione
Giunti a Perrères, ultimo avamposto prima di Cervinia, si parcheggia l'automobile dopo aver attraversato la galleria, poco meno di 5 km dopo il paese di Valtournenche. Dal parcheggio si attraversa un ponticello in legno sul torrente Marmore e si incontra il sentiero 7. Il tracciato iniziale attraversa i prati e dopo qualche centinaio di metri raggiunge una strada poderale, superata la quale si prosegue in salita fino a raggiungerne una seconda che dovrà essere seguita per qualche centinaio di metri. Il sentiero vero e proprio, sempre indicato, ci porterà dopo circa 500 metri di dislivello alle Finestre di Cignana. Nell'ascesa si incrocerà l'alta via Alta via 3 e si scorgeranno degli ottimi punti panoramici sul Cervino e sulle Cime Bianche.
Dal piccolo parcheggio di Close (1457m), vicino alla fontana, si entra nel paese e subito si svolta a destra sulla strada a cubetti in porfido che attraversa l'abitato (segnavia AV1). Dopo le ultime case la strada diventa un sentiero fra due muretti e raggiunge la sterrata che parte nei pressi di Condamine. Si segue a sinistra la sterrata fino a giungere ad un piccolo praticello che si rimonta a destra con un maltenuto sentiero. Traversata di nuovo la sterrata si taglia un nuovo tornante e, nei pressi del tornante successivo, si svolta sul sentiero di sinistra, abbandonando definitivamente la sterrata per Peson. Inizialmente per prati e poi per un rado bosco si sale poco sopra all'Alpe Eclevey, si va ad attraversare il torrente Baudier ed il torrente de Veynes entrando successivamente nel bosco di Suchéaz. Usciti dal bosco una curva a destra porta ai prati dell'Alpe Suchéaz (1995m, 1h30'). Si notino verso Nord Est le montagne della testata della Valpelline. Passati fra le case dell'alpeggio e traversato il piccolo pianoro posteriore si sale a sinistra di nuovo nel bosco e si giunge all'Alpe Brison (2195m, 2h15'), dove si incrocia il segnavia (3C) per Valpelline a sinistra e Plan Meulet a destra. Dietro le case dell'Alpe Brison, a sinistra, riparte sul pendio erboso il sentiero che, con una lunga diagonale, porta ad attraversare i torrenti della Grand Combe. Un'ultima lunga diagonale e si giunge al Col de Brison (2195m, 3h15'). Si noti verso Sud Ovest il Mont Faceballa e verso nord le cime sopra alla Conca di By.
Il ritorno avviene sul medesimo itinerario: si scende all'Alpe Brison (2195m, 0h35'), poi all'Alpe Suchéaz (1995m, 1h05') ed infine all'abitato di Close (1457m, 2h10').
Già salendo in auto il panorama sulla valle del Gran San Bernardo e sulle cime sopra Aosta è molto ampio: Emilius e Grivola impongono la loro mole sulle altre cime. Dal Plan Detruit (2076m) poi la vista si allarga su Grand Combin, Mont Avril, Fenetre de Durand, Mont Gelé e conca di By. Appena parcheggiato un cartello segnaletico ci indirizza verso il sentiero che costeggiando il Ru de By passa dietro la cappellina di Notre Dame des Neiges fino a portarsi sull'interpoderale che sale agli alpeggi; la si percorre per un po', fino all'alpe Pessinoille e poi si tralascia la gippabile per salire a sinistra sul sentiero scorciatoia che in breve conduce all'alpeggio della Tsa, che ha un'altra bella fonte. Di qui si continua un po' per sentiero ed un po' per sterrato fino al rifugio, ben visibile (2435m, 1h15'). Il nostro sentiero prosegue dietro il rifugio con una serie di giravolte non faticose che ci consentono di prendere quota velocemente tra prati fioritissimi di campanule, arnica, semprevivi, genzianelle: una gioia per gli occhi. Dopo alcuni tornanti, entriamo in una valletta all'uscita della quale attraversiamo un prato pianeggiante arrivando al colle, contrassegnato da un ometto (2708m, 2h00'). Il colle si affaccia sull'alta valle del Gran San Bernardo e sulle combe Citrin, Flassin, Serena, nonché sul Fallère. Discesa per la stessa via.
0h00' Lasciato il parcheggio seguire le indicazioni dell'Alta Via per il Rifugio Frassati ed imboccare uno stradello che si dirige sotto il viadotto del traforo del Gran San Bernardo.
Dalle paline si sale la strada verso il viadotto del Traforo passandoci sotto e, trovato il cartello di divieto di transito, si continua sulla poderale che, dopo una curva, passa davanti alla baita di Devies (1734 m) oltre la quale si trova, sulla destra, un bivio segnalato da una palina al quale si sale a destra abbandonando la strada. Il sentiero sale tranquillamente attraversando verdi pascoli in direzione delle baite di Merdeux desot (1921 m) che si raggiungono e si attraversano transitando sotto altre due baite in pietra; poco oltre si arriva ad incrociare di nuovo la poderale in corrispondenza di un bivio (1946 m) dove si prende la sterrata di sinistra che scende leggermente passando sopra l’alpeggio di Côtes (1939 m) dove termina. Camminando ora sul sentiero si contorna un promontorio erboso superato il quale si entra nella Comba di Merdeux con la traccia che in leggera salita e con qualche tratto un po’ esposto taglia a mezzacosta i ripidi pendii erbosi; arrivati ad un canalone si attraversa il torrente su un ponte di legno per passare subito al di sopra delle baite diroccate di Moindaz (1984 m). Oltrepassatele si cammina superando alcune balze erbose e, sempre obliquando a mezzacosta, si arriva ad incrociare una mulattiera (2159 m) dove il sentiero prosegue dalla parte opposta; si sale ora in mezzo ad un grande pascolo lambendo un tornante della poderale dopo il quale si arriva all’alpeggio di Tsa de Merdeux (2273 m) alla sinistra del quale si trovano le paline segnaletiche. Passato l’alpeggio si entra nella parte superiore della comba risalendo anche qui dolci pendii erbosi indirizzandosi verso la sua testata dove si trovano alcuni dossi. Questi si risalgono con un tratto un po’ ripido compiendo alcuni tornanti per poi continuare a salire più direttamente arrivando ad un bivio segnalato da paline (2503 m) al quale si prende il sentiero di destra; ancora pochi minuti di cammino tra i dossi erbosi e si arriva nella piccola conca dove si trova il laghetto di Merdeux sopra il quale è situato il rifugio che si vede solo all’ultimo momento.