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Col du Loson, da Eaux Rousses

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A cura di:

Ultimo rilievo: 12/03/2011
Aggiornato il: 20/10/2025
Difficoltà
T3
Lunghezza
0.00 Km
Quota di partenza
1652 m
Altezza di arrivo
3299 m
Tempo di andata
04h30'
Periodo consigliato

Introduzione

Il Col du Loson è il valico più alto del Parco Nazionale del Gran Paradiso, collegando la Valsavarenche alla Valnontey (Cogne) lungo l’Alta Via 2. L’itinerario da Eau Rousse è una lunga e impegnativa salita che attraversa ambienti molto vari: pascoli, boschi di larice, abete e cembro, ampi pianori glaciali e pietraie d’alta quota. Lungo il percorso si incontrano alpeggi storici, il casotto dei guardiaparco di Levionaz Desot e splendidi punti panoramici su vette come la Punta Bioula. Dal colle la vista spazia su entrambe le valli e sulle cime circostanti.
Il terreno detritico nell’ultimo tratto richiede passo sicuro; in primavera e inizio estate possono essere presenti nevai residui.

Descrizione

0h00' 0,00km 0m 0m Dal parcheggio risalire per un breve tratto la strada regionale SR23 fino ad incontrare un ponticello.

0h00' 0,00km 0m 0m 2 Svoltare a sinistra e attraversare il torrente Savara su un ponte in legno, incontrando subito una pensilina con la mappa dei sentieri e una palina segnaletica. Svoltare nuovamente a sinistra e imboccare l’ampio sentiero, costeggiato da pregevoli muri a secco. Il tracciato piega a destra e attraversa i pascoli sottostanti l’alpeggio di Méod, per poi virare a sinistra. Si risale il versante, lasciando i pascoli sulla sinistra e incontrando un traliccio dell’alta tensione sulla destra, poco prima di incrociare una stradina sterrata. La salita prosegue all’interno del bosco, con una serie di svolte che risalgono il conoide di deiezione di un valloncello. In questo tratto, la vegetazione è rada, segno dell’intensa attività di scarico sul pendio. Durante il cammino si apre un ampio panorama sulla Punta Bioula, affascinante cima della media Valsavarenche. Le svolte si susseguono con frequenza crescente, fino a raggiungere un piccolo guado sul torrentello che scende dal canalone (1.887m). Da qui si prosegue verso sinistra lungo un tratto pianeggiante che attraversa il bosco, ora composto prevalentemente da abete bianco, abete rosso e pino cembro. Al termine del tratto rettilineo, si riprende a salire con numerose svolte che rendono il pendio più agevole. Come in precedenza, le svolte si intensificano progressivamente fino a raggiungere l’impluvio del torrente Chaud (2.175m). Superare il torrentello e attraversare una piccola radura, frequentemente popolata da camosci, con un lungo traverso ascendente in moderata pendenza che all’ approssimarsi del crinale della Côte des Chauds incontra il sentiero proveniente da Tignet, a quota 2.225m.

0h00' 0,00km 0m 0m 2 Proseguire diritti, completando il traverso e confluendo nel vallone di Levionaz. Risalire ancora per un breve tratto lungo l’antica mulattiera reale  fino a raggiungere il piccolo oratorio che precede gli alpeggi. La meta è ormai visibile e, in pochi minuti, si raggiunge Levionaz Desot (2.285m), dove si trovano gli alpeggi e il Casotto dei Guardiaparco 1h30' 0,00km 0m 0m.


2h45 – Levionaz Desot (2303 m, +637 m) – Raggiungere il casotto del P.N.G.P., nei pressi degli alpeggi. Sulla destra si trova il Rifugio Rosenkratz (uso scientifico). Si entra quindi nel vallone di Levionaz, inizialmente pianeggiante, passando vicino a un bivio per Bocconere.

3h10 – Ponte sul torrente (2461 m, +795 m) – Dopo una presa d’acqua e un rudere, attraversare il torrente su un ponte di legno. Ignorare una traccia a destra e raggiungere una palina segnaletica (2563 m).

3h45 – Palina a quota 2563 m (+897 m) – Lasciare a destra il sentiero per Levionaz Superiore e continuare dritto attraversando un torrente. La mulattiera reale risale il vallone con numerosi tornanti su dorsali erbose, poi attraversa una frana e piega a destra su terreno erboso, quindi in pietraia.

5h15 – Col du Loson (3296 m, +1630 m) – Salire gli ultimi tornanti su fondo detritico fino al cippo di confine. Panorama eccezionale su Valsavarenche, Valnontey e vette del Gran Paradiso.

Discesa – Sul versante di Cogne, seguire il sentiero dell’Alta Via 2 fino al Rifugio Vittorio Sella e alla Casa di Caccia Dante Livio Bianco (circa 2h), poi continuare fino a Valnontey (1666 m).


Superato si giunge in breve al casotto di Levionaz Inferiore mt. 2.303, usato dalle guardie del Parco Nazionale del Gran Paradiso ( acqua ).
Sulla destra si nota il Rifugio Rosenkratz riservato per il servizio scientifico del Parco. 
Ci si inoltra in piano nel Vallone di Levionaz, lasciando sulla sinistra una passerella che conduce all’ex casotto delle Guardie Reali di caccia e successivamente a Bocconere. 
Al fondo del vallone si ricomincia salire per raggiungere un bivio ove è posta una segnaletica del Parco, a destra per i casolari di Levionaz Superiore, dove bisogna proseguire sulla sinistra e in 2 h e 30 minuti si giunge al Col Loson mt. 3.296, segnaletica ivi presente.

L’ultimo tratto non presenta particolari difficoltà, se non per la natura del terreno, friabile e roccioso. Discesa sul versante di Cogne sul sentiero dell'Altavia che raggiunge senza difficolta' in 2 h circa il Rifugio Sella e la Casa di Caccia Dante Livio Bianco del P.N.G.P. Da qui si continua la discesa sino a Valnontey (mt. 1.666)

Note: Lunga attraversata ma stupenda visione, sulla Valsavarenche e la Valnontey dal Col Loson, prestare attenzione al terreno detritico nei pressi del colle.

Relazione di: Carmine Troise

 Passando poco lontano da una stalla ci si dirige verso una zona sottoposta a caduta di valanghe che si risale con molti tornanti per poi entrare nel bosco dirigendosi verso sinistra; nel bosco si sale ancora con comodi tornanti senza eccessiva pendenza e in corrispondenza di uno di questi si incontra un bivio (2155 m), segnalato da una freccia su di un sasso, al quale si lascia un sentiero alla destra. Dopo un paio di curve si continua quasi in piano a mezza costa fuori dal bosco superando un bivio con un sentiero che sale da sinistra (2222 m). Il sentiero contorna una dorsale,la Cȏte des Chaud, passa davanti ad una cappelletta e poco più avanti arriva al casotto del P.N.G.P. di Levionaz desot (2285 m) che appare all’ultimo momento. Oltrepassato il casotto si prosegue verso destra con qualche saliscendi e ci si addentra nell’ampio vallone di Levionaz rimanendo sul verde pianoro di fondo valle; si cammina poco distante dal torrente e subito si incontra un bivio (2297 m), segnalato da un bollo giallo su di una pietra, dopo il quale ci si allontana progressivamente dal corso d’acqua innalzandosi con dolce pendenza verso destra scorgendo dalla parte opposta le baite diroccate di Levionaz di meiten. Arrivando in fondo al pianoro si passa accanto ad una presa per l’acqua e subito dopo si attraversa il torrente su di un ponte di legno. Il tracciato passa di fianco ad un rudere (2461 m) dopo il quale si ignora una traccia che si lascia sulla destra (2467 m) proseguendo ancora per qualche tornante per arrivare ad una palina segnaletica (2563 m); lasciato il sentiero che si alza alla destra si attraversa un torrente oltre il quale ci si innalza in un grande vallone dove si guadagna quota con numerosi tornanti sulle dorsali erbose e dove si vede già sul fondo il colle da raggiungere; attraversata una frana, il sentiero piega leggermente alla destra dove si riprende a camminare per pochi minuti su terreno erboso per poi proseguire definitivamente sulla pietraia. Salendo con molti tornanti nella parte alta la pendenza si alterna a tratti ripidi e meno ripidi giungendo così al grosso cippo situato al Col Loson.

Ci siamo stati