lunedì, 28 maggio 2012
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Monte Frerone

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Autore
Autore: 
Franco Rossi
Scheda
Segnavia: 

1

Foto: 
Monte Frerone ©2007 Franco Rossi
Tipologia Percorso: 
A/R
Difficoltà: 
EE
Periodo Consigliato: 
maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre
Tempo Complessivo: 
4h30'
Tempo di Salita: 
2h30'
Tempo di Discesa: 
2h00'
Esposizione: 
Sud-Ovest
Quota di partenza: 
1805 m
Quota di Arrivo: 
2673 m
Dislivello: 
868 m
Tratti Esposti: 
E' presente un breve tratto attrezzato con catene
Accesso: 

dalla media Val Camonica, all'altezza di Breno, si devia sulla destra lungo la carrabile per il Passo di Croce Domini fino in località Bazena, poco sotto il colle stesso, dove si parcheggia nell'ampio piazzale

Introduzione

Bella gita da svolgersi preferibilmente in autunno, magari da abbinarsi alla ricerca di rocce e minerali o all'esame della conformazione geologica che rendono la zona una delle più studiate al mondo, per le interazione tra magma granitico e rocce calcaree incassanti avvenuti tra 42 e 29 milioni di anni fa (per una prima idea dei fenomeni osservabili consultare la pagina geologia del mio sito personale). Anziché il percorso qui descritto attraverso i colli, è possibile la risalita diretta al Frerone dalla Val Bona (via seguita dagli sci-alpinisti nella stagione invernale) ma il primo percorso è più comodo, riposante e anche più bello; eventualmente si opterà per la seconda soluzione, più diretta, in discesa.

Descrizione

Dal bordo del parcheggio di Bazena (1805m) si prende il bel sentiero (segnavia [1]) che sale alle Malghe di Val Fredda (eventuale scorciatoia lungo la carrozzabile). Con largo semicerchio sulla destra, guadagnando poco dislivello, si passa sotto le cime del Monte Mattoni e del Monte Cadino, salendo infine al passo di Val Fredda. In questo tratto si possono osservare, proprio lungo il sentiero, dapprima rocce scure fino a nere (gabbri ed orneblenditi), primo prodotto del magma genitore di tutte le altre rocce granitiche del massiccio, e poi fenomeni di contatto tra le rocce magmatiche di intrusione (tonaliti) e le rocce calcaree incassanti. Giunti quasi al passo di Val Fredda, anziché raggiungerlo, si prosegue a sinistra mantenendosi sempre sul versante sud (Val Bona), su bel sentiero intagliato tra meravigliose rocce fittamente ripiegate e attraversate da filoni di varia natura; si attraversa così tutto il fianco sud-ovest del Monte Frerone (un breve tratto attrezzato con catene), per poi risalire, con alcuni tornanti, la parte superiore del vallone (minerali vari nel detrito) e, tenendo la destra, i pendii detritici terminali. Si raggiunge così in breve la cresta poco a destra della cima che si raggiunge facilmente.

Bibliografia

  • P. Soregaroli (2006) “Adamello vol. I” ed. Nordpress
  • F. Camerini (2002) “Zaino in spalla: montagne bresciane e dintorni” ed. ZetaBeta
  • Società Geologica Italiana (1998) “Guide geologiche regionali. Alpi e Prealpi lombarde: 35 escursioni a piedi” ed BE.MA.
  • Memorie della Società Geologica Italiana (1983) vol. XXVI parte prima

Le relazioni su questa meta

AllegatoDimensione
Fenomeni geologici sul sentiero © 2007 Franco Rossi239.5 KB
Il sentiero innevato © 2007 Franco Rossi175.78 KB
La vetta con la prima neve © 2007 Franco Rossi151.21 KB
Verso la vetta del Frerone © 2007 Franco Rossi115.12 KB