mercoledì, 22 maggio 2013
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Rifugio Fodara Vedla

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sottotitolo: 
Ütia Fodara Vedla
Autore
Autore: 
Giovanni Mazzolani
Scheda
Via: 
da Malga Ra Stua
Segnavia: 

6,9

Data del rilievo: 
27/07/2012
Foto: 
Malghe a Fodara Vedla © 2012 Giovanni Mazzolani
Tipologia Percorso: 
A/R
Periodo Consigliato: 
giugno, luglio, agosto, settembre
Tempo Complessivo: 
2h20'
Tempo di Salita: 
1h20'
Tempo di Discesa: 
1h00'
Quota di partenza: 
1668 m
Quota di Arrivo: 
1980 m
Dislivello: 
347 m
Quota Massima: 
2015 m
Distanza percorsa: 
10,00 km
Acqua: 
Nel rifugio
Accesso: 

Per raggiungere Malga Ra Stua:
1) Da Cortina d’Ampezzo per la SS 51 di Alemagna andare a Fiames, dove ci sono le navette che portano a Ra Stua 1668 m. Il servizio è presente in luglio e agosto, negli altri mesi si può salire con l’auto, strada molto stretta ma tutta asfaltata. Chiedere informazioni allo IAT.
2) Parcheggiare nell’area che si trova sulla sinistra della curva di Sant Uberto 1421 m. (Podestagno), alcuni chilometri sopra Fiames, sulla SS 51 di Alemagna. Tempo di salita ore 1,15.

DESCRIZIONE
Salito in navetta a Malga Ra Stua 1668 m., una larga sterrata in leggera salita porta a Campo Croce 1758 m. (segnavia 6) (tempo ore 0,20) dove nasce il Torrente Boite che da il nome alla valle dove si trova Cortina d’Ampezzo. Attraversato il torrente su un ponticello la carrareccia austriaca di guerra (segnavia 9) sale nel bosco con ripidi tornanti. Giunti al margine del bosco (2015 m) il sentiero corre in piano per un lungo tratto. Poi, lentamente, scende nell’Alpe di Fodara Vedla presso un suggestivo villaggio di malghe e tabià dove si trova il rifugio. Una Cappella dedicata a Sant’Antonio, patrono degli animali, si trova fra le malghe, dove vi sono numerose mucche al pascolo. Fu fatta costruire nel 1947 dal proprietario del rifugio. Il percorso attraversa il Parco naturale delle Dolomiti d’Ampezzo e il Parco naturale di Fanes Sennes e Braies. All’inizio del Parco di Fanes si nota la conformazione del Lago de Fodara (Rudo de Sote) asciutto in luglio, qui inizia la salita al Lavinóres ( Sas dla Para). Fra i confini dei due parchi vi è una stretta striscia terra di nessuno, dove un tempo venivano eseguite gare di abilità, fra ampezzani e marebbani per modificare i confini.

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