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Oyace

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Ultima visita: 26/08/2021

Accesso

Oyace si raggiunge dall'autostrada A5 Torino-Aosta con uscita al casello di Aosta Est, da cui si prosegue verso nord fino al bivio di Variney, dove ha inizio la SR28 della Valpelline che risale la valle fino al capoluogo; fino a giugno 2027 il raccordo tra autostrada e statale è chiuso per lavori nelle gallerie e il collegamento avviene attraversando la città di Aosta. La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Aosta, sulla linea Chivasso-Aosta di Trenitalia (TI); la tratta tra Aosta e Ivrea è chiusa per i lavori di elettrificazione ed è servita da autobus sostitutivi, con riapertura programmata per fasi a partire da gennaio 2027. Il trasporto pubblico locale è gestito da Arriva Italia con le linee extraurbane che collegano Aosta ai comuni della Valpelline. L'aeroporto con voli di linea più vicino è il "Sandro Pertini" di Torino-Caselle. Nei mesi invernali la circolazione richiede pneumatici invernali o catene a bordo.

Introduzione

Oyace è un comune della Valle d'Aosta situato nella media Valpelline, sul versante destro orografico della valle, tra Valpelline e Bionaz. Il capoluogo, La Crétaz, sorge su un ripiano a poco meno di 1.400 metri, nel punto in cui la valle si restringe in un gradino roccioso; il territorio sale fino alla Punta Fiorio, che supera i 3.300 metri. Il comune confina con Bionaz, Nus, Ollomont, Quart e Valpelline. La posizione, che controlla il passaggio verso l'alta valle, è sottolineata dalla torre medievale che domina il paese dall'alto di un dosso roccioso.

Descrizione

Il territorio occupa il gradino che separa due tratti a pendenza dolce della Valpelline. Sotto il capoluogo il Buthier scorre incassato nell'orrido della Betenda, una forra alimentata anche dalle acque del ghiacciaio delle Grandes Murailles. A nord-ovest si innalzano le guglie rocciose della catena dei Morion, le cui creste segnano lo spartiacque con il vallone di Ollomont; il versante opposto è coperto da foreste di abete e larice che risalgono verso i valloni di Vessona e di Verdonaz, al confine con la valle di Saint-Barthélemy. I villaggi, tra cui La Crétaz, Le Closé, Bérrioz, Condémine, Gallian, Sergnan, Voisinal e Pied-de-Ville, sono distribuiti sul ripiano e lungo il versante.

In epoca romana la località era indicata come Agacium. Nel Medioevo i signori di Oyace risiedevano nel castello di cui resta la torre castellata detta Tornalla, a pianta ottagonale, unica nella regione: documentata dal 1197 e attribuita da studi recenti al 1187, ha un diametro esterno di circa 7,50 metri e muri spessi quasi due metri. Una tradizione locale ne attribuisce la costruzione a un gruppo di saraceni rifugiatisi nella valle intorno all'anno Mille. Tra il 1253 e il 1287 Oyace passò ai signori della Porta di Sant'Orso, già signori di Quart, ed entrò a far parte della baronia di Quart, Valpelline e Oyace, tra le più importanti del Ducato di Savoia; nella seconda metà del Trecento i signori cedettero il controllo diretto ai Savoia e nel 1612 il feudo passò ai Perrone di San Martino. Nel fondovalle il ponte della Betenda, costruito in legno nel 1352 e rifatto in pietra nel 1688, scavalca la forra. La chiesa parrocchiale è dedicata a San Michele; nel vallone omonimo, a 2.317 metri, sorge il santuario di Verdonaz, dedicato a Notre-Dame-des-Neiges, meta di un pellegrinaggio il 5 agosto. Nel villaggio di Voisinal si conserva un faggio monumentale.

L'economia è prevalentemente agricola, fondata sull'allevamento e sulla produzione della Fontina DOP negli alpeggi dei valloni di Vessona e Verdonaz. Con la diffusione dell'alpinismo, tra Otto e Novecento, sorse nella frazione Le Closé l'Hotel Otemma, allora il più importante della valle. Oyace fa parte dell'Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin.

La fauna segue le fasce altimetriche della valle: nei boschi di versante sono presenti il capriolo (Capreolus capreolus), il cervo (Cervus elaphus), la volpe (Vulpes vulpes), la martora e l'ermellino, insieme ai picchi verde, rosso e nero. Oltre i 2.000 metri, nei valloni di Vessona e Verdonaz, vivono la marmotta (Marmota marmota), la lepre variabile, la pernice bianca e il fagiano di monte, mentre il camoscio (Rupicapra rupicapra) frequenta la fascia dei larici e i pascoli superiori, dove è presente anche lo stambecco (Capra ibex). Tra i rapaci diurni sono presenti la poiana (Buteo buteo) e l'aquila reale (Aquila chrysaetos).

Dal capoluogo un percorso ad anello collega la chiesa di San Michele, la Tornalla e il ponte della Betenda. I sentieri di versante salgono al santuario di Verdonaz e ai valloni di Vessona e Verdonaz; la Tornalla si trova lungo il tracciato dell'Alta Via n. 1.

Informazioni

Dati generali

Superficie: 30,56 km²
Altitudine capoluogo: 1.377m
Maggior elevazione: 3.332m – Punta Fiorio
Numero abitanti: 207 (al 01.01.2026)
Nome in dialetto: Oyace
Nome degli abitanti: oyaçois
Santo patrono: San Michele Arcangelo, festeggiato il 29 settembre
Comuni confinanti: BionazNusOllomontQuartValpelline
Regione di appartenenza: Valle d'Aosta
Nazione di appartenenza: Italia
Sito istituzionale: comune.oyace.ao.it

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