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Valpelline

Valpelline, chiesa parrocchiale di San Pantaleone
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Ultima visita: 09/05/2021

Accesso

Valpelline si raggiunge dall'autostrada A5 Torino-Aosta con uscita al casello di Aosta Est, da cui si prosegue verso nord lungo la SR28 della Valpelline, che risale il fondovalle del Buthier fino al capoluogo; fino a giugno 2027 il raccordo tra autostrada e statale è chiuso per lavori nelle gallerie e il collegamento avviene attraversando la città di Aosta. Dal capoluogo la strada regionale prosegue verso Oyace e Bionaz, mentre una diramazione sale a Ollomont. La stazione ferroviaria di riferimento è quella di Aosta, sulla linea Chivasso-Aosta di Trenitalia (TI); la tratta tra Aosta e Ivrea è chiusa per i lavori di elettrificazione ed è servita da autobus sostitutivi, con riapertura programmata per fasi a partire da gennaio 2027. Il trasporto pubblico locale è gestito da Arriva Italia con le linee extraurbane che collegano Aosta ai comuni della Valpelline. L'aeroporto con voli di linea più vicino è il "Sandro Pertini" di Torino-Caselle. La valle è tra le più fredde della regione: nei mesi invernali la circolazione richiede pneumatici invernali o catene a bordo.

Introduzione

Valpelline è un comune della Valle d'Aosta che occupa la parte media della valle omonima, a nord di Aosta, e ne è il centro principale. Il capoluogo sorge sul fondovalle del Buthier, poco sotto i 1.000 metri, mentre il territorio sale sui due versanti fino alle creste che lo separano dalla valle centrale e dai valloni laterali, oltre i 3.300 metri. Il comune confina con Doues, Ollomont, Oyace, Quart, Roisan e Saint-Christophe. La valle, denominata localmente Combe Froide per la rigidità del clima invernale, rimase a lungo isolata: una strada carrozzabile fu costruita soltanto nel 1865.

Descrizione

Il territorio si sviluppa attorno al tratto medio del Buthier e comprende, sul versante sinistro orografico, il vallone di Foillou, dove si trova il lago di Arpisson, ai piedi della Becca di Viou. Il fondovalle, stretto e in parte boscato, si allarga in corrispondenza del capoluogo e dei villaggi principali, tra cui Les Prailles, sede comunale, Chozod, Thoules, Cheillon, Sémon e La Veulla. Il ru Pompillard, canale irriguo che risale al 1409, nasce nel territorio comunale e scende verso Roisan; lungo il suo percorso restano tratti scalpellati nella roccia di epoca medievale. La valle è soggetta a dissesto idrogeologico: nel 1846, dopo giorni di pioggia intensa, frane e smottamenti causarono diverse vittime, e le stesse condizioni si ripresentarono il 15 ottobre 2000, senza perdite umane.

Notizie certe sull'abitato si hanno dall'epoca medievale, quando il territorio risultava infeudato alla famiglia De La Tour, che edificò una casaforte accanto all'attuale chiesa parrocchiale. La baronia che riuniva Quart, Valpelline e Oyace, appartenuta ai signori De Porte, fu tra le più importanti del Ducato di Savoia. Della fase signorile resta la Tornalla, torre a pianta circolare costruita nel XV secolo, che conserva all'interno una scala a chiocciola. Tra Settecento e Ottocento operò poco distante dal paese una fonderia, di proprietà dei Perrone di San Martino, che lavorava il minerale estratto dalla miniera di rame della valle: i suoi resti sono oggi ridotti a rudere. All'economia agricola si legano alcune dimore di grandi proprietari, tra cui le case di Constantin Ansermin e di Jean-Pantaléon Gachet, entrambe del XVIII secolo.

L'attività tradizionale è stata l'agricoltura di montagna, affiancata nel tempo dal turismo estivo e dallo sci di fondo. Nella seconda metà di luglio si celebra la festa patronale di San Pantaleone con la sagra della seupa à la vapelenentse, la zuppa di pane, fontina e brodo che dal comune prende il nome e che ha ottenuto il marchio De.C.O. nel 2007. Valpelline fa parte dell'Unité des Communes valdôtaines Grand-Combin, di cui è sede.

La fauna si distribuisce secondo le fasce altimetriche della valle. Nel fondovalle coltivato e nei boschi di latifoglie sono presenti il capriolo (Capreolus capreolus), la volpe (Vulpes vulpes), il tasso, lo scoiattolo, il ghiro e, tra i rettili, il biacco, la natrice dal collare e la vipera comune. Nella foresta di media quota si incontrano la martora, l'ermellino, i picchi verde, rosso e nero, e il cervo (Cervus elaphus), aumentato di numero negli ultimi anni. Oltre i 2.000 metri, verso il vallone di Foillou, vivono la marmotta (Marmota marmota), la lepre variabile, la pernice bianca, il fagiano di monte e la coturnice, mentre il camoscio (Rupicapra rupicapra) si sposta tra la fascia dei larici e i pascoli alti. Tra i rapaci diurni la poiana (Buteo buteo) frequenta il bosco e l'aquila reale (Aquila chrysaetos) le quote superiori.

Il capoluogo è punto di partenza per gli itinerari verso il vallone di Foillou e il lago di Arpisson, e per i percorsi lungo il ru Pompillard, praticabili gran parte dell'anno. Dal fondovalle si raggiungono gli alpeggi dei due versanti e, proseguendo verso l'interno della valle, i valloni di Ollomont, Oyace e Bionaz.

Informazioni

Dati generali

Superficie: 31,45 km²
Altitudine capoluogo: 964m
Maggior elevazione: 3.332m – Punta Fiorio
Numero abitanti: 577 (al 01.01.2026)
Nome in dialetto: Vapeleunna
Nome degli abitanti: valpellinois
Santo patrono: San Pantaleone, festeggiato il 27 luglio
Comuni confinanti: Doues – Ollomont – Oyace – Quart – Roisan – Saint-Christophe
Regione di appartenenza: Valle d'Aosta
Nazione di appartenenza: Italia
Sito istituzionale: comune.valpelline.ao.it

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